La Zeriba Suonata – serve chilled

Tutta quella musica tipica degli anni 90 fino ai primi zero, acid jazz trip hop jungle drum’n’bass big beat eccetera, l’ho sentita a sua tempo, molta mi è piaciuta a suo tempo, ma poi sono passato ad ascoltare altro e a volte ho pensato che non sarei tornato mai più ad ascoltarla, di certo non mi veniva la voglia. Poi invece per varie stimolazioni sono tornato a sentire varie cose e molte mi piacciono ancora, non sono arrivato fino a sentire Moby, questo no, ma Fat Boy Slim sì e mi ha confermato le perplessità che avevo all’epoca. Il suo genere definito big beat nasceva sulla scia dei Chemical Brothers, di cui avevo visto i video in anni in cui la cosa era più facile, forse ero più informato sui programmi o forse ancora non dilagava la musica latinoamericana spesso inascoltabile, e ho comprato un dvd antologico per rivederli. Mi ricordavo gli scheletri fuori dall’armadio di Hey Boy Hey Girl, praticamente il loro inno che procedeva per piccole variazioni, e la potente batteria e i trucchetti psichedelici un po’ retro di Let Forever Be, cantata da uno che era fratello e forse anche chimico cioè Noel Gallagher il fratello di Liam che così ebbe l’occasione per cantare un bel pezzo, non come le sue scopiazzature. Ma non ricordavo Out Of Control, musicalmente forse a metà strada tra i due brani che dicevo prima, un video con un’ironia direi banskyana, e in fondo si dice che l’artista misterioso sia un musicista della scena di Bristol. In conclusione, in the heat of the moment la musica dei Chemical Brothers mi piaceva, oggi servita fredda mi piace ancora di più.

Barzelletta artistica

Ci stanno un americano un italiano e un inglese. L’americano e l’italiano si mettono d’accordo per fare uno scherzo all’inglese e allora l’americano che si chiama Jeff realizza una grande tazzina di ceramica rosa alta 2 metri e l’italiano che si chiama Maurizio ci versa dentro litri di caffè e poi mettono la tazza piena dietro la porta del Caffè degli Artisti, in modo che quando l’inglese entra nel caffè … SPLASH! Ma l’inglese che si chiama Damien è un furbacchione e subodora lo scherzetto e quando apre la porta invece di entrare butta nella tazza una mezza mucca morta che si porta sempre dietro per ogni evenienza, e nessuno ride. Finisce che l’americano cerca di donare la tazza alla Città di Parigi ma quella risponde: Es-tu jamais stupide ?! l’italiano quel poco che gli è rimasto del pacco di caffè cerca di attaccarlo al muro col nastro adesivo ma non gli riesce bene, e infine l’inglese si mangia una bistecca di quella mucca morta ma gli fa schifo quel retrogusto di formaldeide. Se non l’avete capita non ve la spiego.

Prodigi

Se mi chiedessero un artista del secolo scorso direi Emanuele Luzzati, mi verrebbe in mente pure prima di Picasso. Tra le tante cose ha pubblicato La Stella dei Re Magi con Interlinea di Novara, un volumetto in cui illustra vari testi sull’argomento perché “affascinato dalla loro storia pur non essendo di religione cristiana”. E ogni disegno di Luzzati è un prodigio con i suoi colori ricavati solo lui sapeva come e dove, anche con ritagli di stoffe di carte, e questo libretto del 2003 per uno dei misteriosi prodigi della distribuzione libraria è apparso in questi giorni vicino alla cassa di una libreria casertana.

Sostiene Pereiro

Oscar Pereiro, il ciclista galiziano che nel 2006 vinse il Tour in maniera molto rocambolesca, ieri ha detto che c’è una guerra aperta tra ciclisti e automobilisti. In effetti il ciclismo su strada è pericoloso, la pista è anche peggio tenendo conto della gravità degli incidenti rispetto a un numero minore di praticanti, più sicuro quindi il ciclocross. Se non fosse che nei giorni scorsi un ragazzo francese durante il riscaldamento prima di una gara di ciclocross è stato investito da un auto. Ma Pereiro parla da spagnolo, in Italia c’è di più, perché l’errata convinzione di essere figli dei figli dei figli di Leonardo e Michelangelo, ma se fosse vero si sarebbe figli indegni, fa preferire agli italiani tutto quello che ha parvenza di artisticità, dall’avanzo di talent allo zio che dice due righe in rima in qualche matrimonio, e quindi ecco che il ciclismo si trova in guerra anche per contendere gli spazi televisivi a sport sedicenti artistici come lo sgraziato nuoto sincronizzato e il pattinaggio di figura. E così anche oggi la RAI ha preferito le piroette sul ghiaccio ai duelli nella Coppa del Mondo di Tabor. Il primo è stato quello tra le giovani e belle olandesi Worst e Alvarado, inseguite dalla simpatica imbranata Kastelijn e dalla crossista part-time Brand che cerca nei campi le soddisfazioni che non riesce ad avere su strada, e poi la Arzuffi prima delle non olandesi ma terza del suo club. Il secondo duello è stato tra Van Der Poel, che ha corso anche per dedicare la vittoria a nonno Raymond, e l’astro nascente Iserbyt, che se salisse sulle spalle del terzo arrivato, Van Der Haar, potrebbe finalmente guardare negli occhi Van Der Poel.