La Zeriba Suonata – il Cane che aveva un’anima ma però era dannata

Fino a poco tempo fa a proposito dei Residents ci si domandava chi erano e se erano sempre gli stessi musicisti o qualcuno era cambiato dato che il gruppo è in giro dalla prima metà degli anni 70, ma ora invece la domanda è se è esistito davvero il bluesman nero Alvin Snow detto Dyin’ Dog, un seguace di Howlin’ Wolf che anni fa avrebbe suonato con un componente del gruppo e sarebbe poi scomparso. The Residents hanno “ripubblicato” su 7 pollici riccamente confezionati i brani, tutti all’insegna di morte e dannazione, dell’unico demo registrato da Alvin Snow, tra i quali spicca Bury My Bone, e poi hanno proposto un album di loro versioni dei suoi brani intitolato Metal, Meat & Bone, in cui collaborano anche altri musicisti come Black Francis/Frank Black in Die! Die! Die! Certo che un bluesman nero albino che si chiama Alvin Snow (cioé Neve), è meno probabile del catoblepa, e l’idea del musicista inventato non è neanche tanto nuova, spesso gli artisti inesistenti sono stati strumenti di beffe come fu con il pittore Jusep Torres Campalans “conosciuto” da Max Aub. E pure in Italia non molto tempo fa, dopo le altre beffe del progetto Luther Blissett, il più convenzionale Istituto Barlumen ha proposto la storia del grande rocker Leon Country. Se però l’idea non è originale quando senti il disco è tutt’altra musica, perché secondo me i vecchi Residents suonano più divertenti e anche personali di tutto il blues e il rock-blues che in questo secolo ci hanno proposto i vari musicisti americanofili, bluesologi, dietrologi, filologi, giratori di dischi e nostalgici.

FRUGALI-BUM-TA’

Nel varietà della politica italiana qualcuno invocava il modello fiscale olandese, molto conveniente per chi ha i soldi e vuole continuare a tenerli tutti per sé, però neanche il tempo di raccontare una barzelletta al pubblico pagante che al numero successivo l’Olanda che poi si chiamerebbe Paesi Bassi invece di ringraziare te la trovi alla guida della compagnia di giro dei paesi frugali e diciamo la verità: la frugalità non si addice a un paese crapulone come l’Italia.

 

La Zeriba Suonata – il mare crudele non c’è paragone

A Napoli ricordano i 100 anni dalla nascita di Renato Carosone che ispirandosi al jazz americano rinnovò la canzone napoletana e quella italiana che ne aveva davvero bisogno piena com’era di mamme ingrate e mamme che però ce n’era una sola e morti per sciagure varie dal crollo in miniera alle morti in mare, solo i casi di malasanità ancora non andavano di moda. E davvero c’era una canzone intitolata E la barca tornò sola che narrava di tre fratelli che per salvare una bionda forestiera vennero inghiottiti dal mare crudele, che era un po’ il precursore dell’autostrada killer e della montagna killer. La canzone fu interpretata tra gli altri da Gino Latilla e Claudio Villa che non ometteva il suo acuto finale. Anche Carosone ne fece una versione e, crudeltà per crudeltà, mentre lui cantava il testo serio il suo complice Gegé Di Giacomo replicava in dialetto di non essere molto interessato alla storia, ma il massimo del cinismo sono i coretti prima accelerati distorti e poi diciamo con l’acqua alla gola.

E la barca tornò sola

Gegé Di Giacomo stava a Renato Carosone come Coati Mundi stava a Kid Creole.

Gioco estivo gioco cattivo

Se la vostra edicola di fiducia ha chiuso perché è stata abbandonata dallo Stato e siete rimasti senza riviste di enigmistica niente paura: provvede subito La Zeriba Illustrata a proporvi un gioco bello fresco di stagione. E buon divertimento.

La prima caratteristica

Fino a oggi quando succedeva qualcosa di brutto tutti dicevano che era stata la Burocrazia, però quando poi chiedevano ai testimoni di descriverla, com’è fatta, così possiamo identificarla e catturarla, nessuno sapeva dire niente, e si continuava a non sapere niente di questo mostro. Ma ora con il Decretone Semplificazione possiamo delineare qualche caratteristica della bestia. Lasciate stare i vecchietti che vogliono la pensione o miserie del genere, qui si sta lavorando alla ripresa del Paese, e allora per velocizzare le cose si è stabilito che per gli appalti, invece di perdere tempo ed energie per fare un bando che favorisca la ditta amica, che non è una cosa semplice, si affida l’appalto direttamente senza gara alla stessa ditta che la gara l’avrebbe vinta, così tutti risparmiano tempo e si consolidano le clientele, e quindi tornando al mostro possiamo dedurre che esso è un nemico di politici amministratori e traffichini, e questa è la sua prima caratteristica svelata al popolo. Il cerchio si stringe.

La Burocrazia catturata in una foto sulla cui autenticità gli esperti nutrono molti dubbi.

Gran Varietà

Si dice che il mondo è bello perché è vario e all’Italia piace essere in armonia con questo mondo dai mille colori, con questa varietà, e perciò varia le sue volontà, qui chiede una cosa lì un’altra preferibilmente con l’accento sulla “a” finale.

un dubbio con le ruote

In Italia c’è stato un boom di vendite di bici e tutti si sono messi a parlare di coscienza ecologica degli italiani, che non mi pare si riscontri molto in giro per questo paese che non ha neanche una coscienza standard, e forse il boom è dovuto solo al bonus dello Stato perché da una parte agli italiani che sono melomani suonano melodiose parole come “bonus” e “gratis” e dall’altra lo Stato è fatto così: a uno gli compra la bicicletta, a un altro gli da la regalia per le vacanze, e se poi c’è qualcuno che di mestiere parla male dello Stato lamentandosi che non funziona e butta i soldi a quello lo Stato gli passa la scorta, ma non divaghiamo. Quello che volevo dire è che pensandoci mi chiedo: ma se lo Stato avesse dato un bonus per qualche altro mezzo di locomozione, ad esempio il camion, ci sarebbe stato un boom di vendite di camion?

statue di gente che scriveva

In provincia non è come nelle grandi metropoli, ci si contenta, per esempio qui proprio in centro c’è una statua a figura intera di un mezzo olandese che era un grafomane, 3 volumi solo di lettere, però non gliel’hanno fatta per quello, ma perché facendo di mestiere l’architetto costruì un palazzo con giardino a pochi passi, e quindi di gente che come primo lavoro scriveva c’è solo un busto per Gianvolfango Goethe, uno scrittore minore, non come quel giornalista poeta eroe navigatore e se non erro pure santo che tiene una statua a Milano. E pensavo che quel rammollito del giovane Werther non si sarebbe ucciso se, invece di quell’altro rammollito di Goethe, avesse conosciuto il virile giornalista che gli avrebbe riso in faccia, semmai gli avrebbe mollato pure qualche benefico ceffone e gli avrebbe ringhiato: “Questa Lotte pare che ce l’ha solo lei.” Perché il mondo è pieno di donne e lui da uomo di mondo aperto verso le altre civiltà non faceva differenze: bionde brune bianche nere maggiorenni minorenni, basta che respiravano, e se non respiravano pazienza, ce n’erano delle altre. Però almeno con il busto di Goethe stiamo tranquilli, nessuno lo calcola, forse neanche  lo conoscono, invece quello importante che sta a Milano lo imbrattano, perché lo accusano, ma ingiustamente perché, come ricordano i suoi difensori, lui diceva: “Se c’è una caccia alle streghe, vado prima di tutto a sentire le ragioni delle streghe”. E prima sentiva le ragioni delle streghe poi, hai visto mai, da cosa nasce cosa.

argomenti inoppugnabili

Le discoteche hanno riaperto e per l’occasione volevo dare un consiglio ai giovinazzi che stasera tenteranno di rimorchiare qualche sgallettata: per essere convincenti usate argomenti inoppugnabili.