il presepe mancante

Michele Rech da Rebibbia non credo che faccia il presepe, ma se lo facesse sono sicuro che sopra ci metterebbe anche i dinosauri, e allora è un peccato che non lo faccia.

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Il colore dei gilet

Stanno tutti a chiedersi di che colore politico sono i gilet gialli, di destra di sinistra pro contro l’Europa, ma per me è sufficiente tutta la loro violenza che non c’è neanche bisogno di infiltrati, e per quello mi sono bastati i poco favolosi anni 70, no grazie. Piuttosto sono altre le domande che ci si dovrebbe fare: hanno scelto il colore giallo che è quello del Tour, allora se il movimento attecchisce pure in Italia ci saranno i gilet rosa? E se per luglio stessero ancora in giro e volessero creare problemi al Giro, quello di Francia, come si farebbe a distinguerli dai membri dell’organizzazione del Tour? Uno potrebbe rispondere che in tal caso si capirebbe dal fatto che tenteranno di buttare a terra i ciclisti, ma questo non li distinguerebbe per niente dal personale del Tour.

Set per due

Quando andavo all’università, dal finestrino del treno vedevo sempre uno stabilimento con la sigla U.CAR, una sigla come un’altra, e solo dopo il disastro di Bhopal e l’aver capito che quella sigla stava per Union Carbide iniziai a guardare a quello stabilimento con legittimo sospetto. Poi una dopo l’altra tutte le fabbriche della zona industriale di Caserta chiusero, anche l’U.Car, ma non era un problema perché dopo pochi km e pochi anni sarebbe iniziata la cosiddetta Terra dei fuochi e non serviva più l’Union Carbide, in materia di disastri ambientali non si accettavano lezioni da nessuno. Fino a pochi giorni fa non sapevo, e se l’avevo letto l’avevo dimenticato, che nella zona dove c’era l’U.CAR avevano allestito il set de L’amica geniale ricostruendo un intero quartiere. La cosa sarà costata molto anche se presumo che ci sarà uno sfruttamento intensivo del set perché si tratta di una serie, poi non so con certezza perché non so nulla dei libri di Elena Ferrante, so solo che il film tratto da L’amore molesto non mi piacque. La misteriosa Ferrante sembra non sia la madre di Liberato e, a giudicare dal consenso totale di pubblico e di critica, non mi sembra neanche parente di Luther Blissett, quello originale delle burle mediatiche e non quello con nomi e cognomi degenerato poi in Wu Ming. Tornando allo sforzo produttivo che dicevo, oggi non è più il tempo dei b-movie in cui si sfruttavano set costumi e anche attori dei film principali per girarne altri minori, e a volte ne venivano fuori anche buoni film, di culto o anche di più, come Diabolik, e mi dispiace perché avrei visto volentieri qualche film tipo L’amica banale.

Legittimo presepe

Il Ministro del Cambiamento della Pubblica Istruzione ha detto di essere favorevole a mettere i crocifissi nelle scuole e anche i presepi, perché fanno parte della nostra cultura, della nostra tradizione, come la pizza, il campionato di calcio e i bombardamenti di fine anno e, nel giorno in cui all’Unesco hanno dichiarato patrimonio culturale dell’Umanità il reggae che fa parte della cultura giamaicana, non so tra Italia e Giamaica chi sta messa peggio. Approfitto quindi di questa occasione per sentirmi legittimato a tirar fuori l’immagine dell’unico mio cimento nell’arte presepiale, un’idea che mi venne quando vidi due pastori in una vetrina e subito li associai mentalmente in una simpatica scenetta poi concretizzata. Il ministro ha detto che queste cose possono servire anche a far riflettere, e allora mi sento legittimato a dire che anche questo gruppo scultoreo può far riflettere su un tema molto dibattuto in questo periodo, quello della legittima difesa. Infatti qui vediamo un frate cercante che cerca di catturare a scopo alimentare alcuni volatili commestibili, ma il loro legittimo proprietario imbraccia il fucile, legalmente e legittimamente detenuto, con finalità deterrente.

Cartolina dalle Andamane

Le Isole Andamane non sono neanche uno di quegli staterelli che si fanno vivi durante la sfilata della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, perché politicamente appartengono all’India. Su alcune di queste isole vivono tribù indigene che sono state decimate dal contatto con individui appartenenti alle tribù di turisti occidentali perché non hanno le adeguate difese immunitarie, e per questo l’aver ucciso a frecciate un predicatore extracomunitario (più precisamente statunitense), che voleva comunicargli che Dio li ama e già che c’era insegnare loro il senso del peccato, è da considerarsi più che legittima difesa, e anche il nostro Ministro Anche Degli Interni sarebbe d’accordo. Però se questi indigeni sono deficitari dal punto di vista immunitario, non sono deficienti, e pare che grazie alle conoscenze acquisite diciamo sul campo, anche se qui si tratta prevalentemente di acqua, sono riusciti a scampare allo tsunami del 2004 rifugiandosi in zone più elevate. Si presume che dopo non si siano lamentati del mancato allarme della protezione civile né del fatto che lo Stato li abbia abbandonati, ma siano ritornati pacificamente alle loro attività di caccia e pesca, anche se purtroppo non a scopo ricreativo ma per banali ragioni di sopravvivenza.

Cartolina falsa non in vendita nelle tabaccherie andamanesi. La bicicletta sembra guardi il mare sognando le esotiche campagne fiamminghe.