Immagine

Altro che furbetti

Annunci

La Zeriba Suonata – di nuovo a casa

I campionati europei di Glasgow sono terminati e si può tornare a casa, ma non prima di aver ascoltato gli/le Shop Assistants, con Home Again appunto. Come si dice “dulcis in fundo” in scozzese?

La Zeriba Suonata – sulle strade di Kaunas

Sul pavé e sulle stradine strette e polverose della Dwars Door Het Hageland finalmente è successo: finalmente Krists Neilands ha vinto una corsa che non fosse il campionato nazionale, facendo grossi passi in avanti per non essere ricordato solo come quello che scattò sul Poggio prima di Nibali.

Ovvio che Neilands diventi il favorito anche per i prossimi campionati nazionali, dove dovrà guardarsi da Skujins e dalle vecchie glorie Saramotins e Smukulis. Intanto in Estonia stanno andando forte sia i velocisti che gli uomini da corse a tappe come Kangert e Taaramäe, mentre in Lituania, contro il temibile Bagdonas, che fu compagno di Sam Bennett alla scuola di Sean Kelly, auspichiamo la vittoria di Siskevicius, che se vincesse davvero potrebbe dire: Scusate il ritardo. E lì, a Kaunas, nei primi anni 70, in pieno regime sovietico, quando il lituano Kasputis e l’estone Kirsipuu erano bambini, si presume non viziati per forza di cose, e il lettone Vainsteins non era ancora nato, un branco di teppisti si ribellava ai soviet a suon di marmitte e rock blues-garage-psichedelico, come i Gintaréliai.

 

LA ZERIBA SUONATA – una donna inaffidabile

Quando nel 2007 la graziosa Annie Clark, col nome d’arte St. Vincent, incise il suo primo disco intitolato Marry Me, in tanti avrebbero risposto all’appello, e forse, tra questi, molti che già negli anni 80 avrebbe voluto sposare Suzanne Vega. Ma la title track è rivolta a un certo John. In realtà quelli che seguono il gossip (e io che non lo seguo l’ho saputo dopo) conoscono i gusti della cantante, perché diciamo che per amanti sceglie donne famose, modelle e attrici, ma questi sono fatti suoi. Quello che interessa noi è il fatto che da tempo era annunciato un nuovo disco, è anche uscito  un singolo, ma dell’album nessuna notizia, e anzi si dice che ora Annie, che già ha esordito come regista in un film a episodi, sia impegnata col cinema e stia preparando una versione al femminile di Dorian Gray. Forse frequentare David Byrne non le ha fatto bene: prima ha iniziato a proporre bizzarre coreografie nelle sue esibizioni canore, e ora si da al cinema. Vabbe’, vorrà dire che ci vedremo ‘sto film. Nell’attesa, prima della proiezione e anche del documentario e dei trailer, ecco proprio Marry Me, quasi una canzone classica americana, qui in una versione live risalente ai primi anni della carriera solista, quando lei era meno diva e meno scatenata (qui, ad esempio, potete vedere una più recente sequenza di schitarrate e balletti) ma sempre simpatica.