Scuola all’avanguardia

Riaprono le scuole e di colpo la città cambia, aumentano il traffico e il casino. Pure, almeno elementari e medie si trovano a ogni angolo di strada e in genere gli scolaretti dovrebbero raggiungerle con pochi salutari minuti di cammino pedestre, ma i genitori se potessero li accompagnerebbe con l’auto fino al banco quei poveri figli. Ogni ministro dell’istruzione ha voluto fare la sua riforma, allo stesso modo ognuno ha la sua idea di scuola: chi pensa che dovrebbe fornire nozioni e chi pensa che dovrebbe fornire strumenti. Poi ci sono gli allarmisti per cui la scuola dovrebbe farsi carico di tutti i problemi sociali. Ma forse i più patetici sono quelli per i quali a scuola si dovrebbe studiare qualche scrittore/ artista/ musico che ritengono importantissimo, l’hanno detto pure per Vincino, dimenticando che la scuola genera soprattutto rifiuto per quello che si studia, e la diciamo fortuna dei maggiori scrittori italiani lo dimostra. E mi chiedo che traumi ha avuto da scolaretto il baustello Bianconi che canta: “Fra i Manzoni preferisco quello vero: Piero”, che, per chi non lo conoscesse, e penso siano molti, è quello che ha fatto tante cose, come i quadri senza colore e il fiato d’artista, ma è diventato famoso per un’altra serie perché, non bastasse il cesso di Duchamp, produsse la “Merda d’Artista” per di più in numerose copie (vasetti), e io a questi che preferiscono Piero quello vero gli direi: ci sono delle merde d’artista da restaurare, volete occuparvene voi? E mi dispiace che sia subito caduta, abbattuta dagli stessi vertici militari, la proposta del Ministro Anche Degli Interni di reintrodurre il servizio militare perché i genitori non hanno insegnato ai figli l’educazione, e non perché sia d’accordo, ma perché mi sarebbe piaciuto sentire un po’ di dibattito sull’argomento,  che forse toccava elettori e simpatizzanti del Min. medesimo. Però devo dire che non mi pare che i genitori si disinteressino dei figli, e, per esempio, vedo che gli insegnano come prendere una curva con l’auto messaggiando con una mano e con l’altra buttando il pacchetto di sigarette fuori dal finestrino. Ma il tema dell’educazione è complesso, e quale sia il metodo migliore chissà chi è in grado di dirlo. Io però mi chiedevo quale tipo di educazione familiare avesse avuto un personaggio famoso, talmente famoso che non ricordo che mestiere faceva, mi pare il comico, o forse l’avanguardista.

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Snob Adventures

Gli snob sono sempre in gran forma e i social li fanno respirare meglio che il salbutamolo per Froome. Se il ciclista asmatico va forte a crono e in salita, le specialità preferite dagli snob sono quella malformazione della lingua italiana che è il congiuntivo, utilizzato come strumento di discriminazione sociale, e i personaggi che non sono mai stati benedetti dalla critica. E’ successo un curioso episodio con uno di questi, un cantante di quelli che da giovani e incoscienti o mal consigliati hanno scelto uno pseudonimo ridicolo e poi non sono più riusciti a liberarsene, per motivi commerciali che comunque restano prioritari rispetto a quelli diciamo artistici. Ma diciamo pure che rispetto a “Pupo” è molto peggio “Jovanotti”, soprattutto se il secondo cerca di riciclarsi come cantautore impegnato viaggiatore sensibile ai temi sociali e via ruffianeggiando. Il primo invece era su un aereo dove c’era baruffa nell’aria, una hostess l’ha riconosciuto e l’ha invitato a cantare, e quello ha placato gli animi dei presenti, tra i quali immaginiamo comunque una buona percentuale di isterici e maleducati. Ecco, io non avrei pensato a trarne lo spunto per prendere in giro il cantantino, ma gli snob che hanno l’umorismo facile, opinionisti compresi, ci sono riusciti. Ma pensate se al posto di Pupo ci fosse stato qualcun altro. Se ci fosse stata Fiorella M’annoia avrebbe ottenuto un risultato equipollente e la gente anziché calmarsi si sarebbe addormentata. E se i molti viaggiatori francesi presenti avessero preferito uno di quei poseurs che vanno molto in Francia tra i jazzofili e vogliono fare i paoloconte senza esserne minimante all’altezza nemmeno ad alta quota? Niente, perché il Cammariere di turno avrebbe preteso il pianoforte per esibirsi. E se ci fosse stato qualche allegrone come Nick Cave, la gente si sarebbe buttata giù? O come Diamanda Galas, avrebbe insultato qualche passeggero e dopo, già che c’era, gli avrebbe fatto pure un pistolotto sul genocidio degli armeni? No, è andata bene che c’era Pupo.

Quella volta che a bordo non c’erano cantanti ma solo un mangiatore di fuoco.

 

La Zeriba Suonata – l’Asia del Mondo

Gli errori, le sviste, gli scivoloni, se non sono dovuti a ignoranza arrogante, non è il caso di stare lì a prendere in giro gli autori, o con ignorante arroganza fare i saputelli e i gialappi della situazione, ma è il caso di prenderla a ridere. C’è tanta letteratura sull’umorismo involontario, per non parlare di quegli errori che hanno portato a cose positive. Ieri per esempio Cicloweb in un articoletto sui Giochi asiatici ha scritto: “Quinto posto a 1’48” per una delle migliori atlete asiatiche del mondo, la vietnamita Thi That Nguyen.” E allora ne approfittiamo per proporre ancora una volta una delle migliori cantanti vietnatmite degli USA, la virginiana e sembrerebbe poco virginale, ma saranno pure fatti suoi, Thao Nguyen col suo gruppo Thao & The Get Down Stay Down, col brano The Feeling Kind dall’album We The Common del 2013.

 

Cartolina da Amburgo

C’è una granfondo ad Amburgo che è stata scherzosamente chiamata Elb d’Huez, ma la città portuale sull’Elba non ha grandi salite, e il Waseberg, nel quartiere Blankenese, avrà pure la pendenza media intorno al 15% ma è lungo appena 400 metri trattabili (chi dice 300, chi 700), e quindi la classichetta amburghese, che cambia continuamente denominazione ufficiale, e che passa e spassa sul Waseberg, è roba per velocisti, pochi si sono opposti a questo destino, Celestino con successo nel 1999 e Casagrande nel 2000 ma con successo di Missaglia. E pure quest’anno ha vinto un velocista, anzi, il velocista del momento, Elia Viviani, che ha battutto soprattutto i detrattori, quelli che dicevano che al Giro vinceva perché mancava questo mancava quello, oggi questo e quello c’erano ma lui ha vinto lo stesso.

Un altro italiano che ha fatto bene, molto bene, ad Amburgo è stato Gianni Celati che vi ha ambientato “Lunario del paradiso”, uno dei miei libri preferiti.