La Zeriba Suonata – e dice pure le poesie

Ma quanto è brava Lana Del Rey, dice pure le poesie, anzi se le scrive perfino. Voi lo sapevate? Io no, altrimenti non avrei comprato questo Violet Bent Backwards Over The Grass, un disco del 2020, mai sentito, mi sarà sfuggito dato che non mi informo in maniera sistematica, o sarà una raccolta di cose minori? No, non si tratta di canzoni, sono poesie con accompagnamento musicale del suo produttore Jack Antonoff. Le recita così, direi parlando normalmente e non in maniera enfatica come semmai siamo abituati qui, dove per esempio su Rai5 si vedono attori che non so a voi ma a me appena iniziano a leggere, poesia ma pure prosa, mi fanno cambiare canale.

Salamander

La licenza poetica

Concludiamo questa 3 giorni poetica con una tragedia in prosa in un solo atto, pure breve. La scena si svolge nell’aula di una scuola dell’obbligo. I personaggi sono uno studente (S), un docente di ruolo (P) e, per non farci mancare niente, anche un coro che non si fa i cavoli suoi, proprio come nella tragedia greca.

S: Professore, che cos’è la licenza poetica?

P: La licenza poetica è la libertà che si prendono i poeti di non rispettare le regole linguistiche per esigenze artistiche o metriche, ma anche di fare cose che per una persona normale comporterebbero la riprovazione da parte della società, come drogarsi e ubriacarsi, urinare per strada, spendere il Vitalizio Bacchelli per comprare un bene di prima necessità come il pianoforte alla faccia di chi può continuare a soffrire la fame perché non scrive poesie, fare sesso con minorenni, nel caso anche uccidere.

S: E perché ai Poeti è stata concessa questa licenza?

P: Perché la gente crede che i Poeti siano degli esseri superiori, degli eletti. Ad esempio, quando a un matrimonio c’è un parente mezzo ubriaco che è famoso per riuscire a mettere insieme due frasi che fanno rima, le persone che non hanno studiato dicono che è un poeta e allora gli fanno dire le due frasi che fanno rima e lo applaudono. Allo stesso modo quelli che hanno studiato, quando leggono una poesia di cui non si capisce niente, credono che il Poeta veda e pensi cose che una persona normale non è capace di vedere e pensare.

S: Prof, sa che cosa le dico? Da grande voglio fare il Poeta, mi pare che offra prospettive interessanti.

P: Non posso impediterlo, neanche bocciandoti a vita come meriteresti, ma ricordati che l’aspettativa di vita tra i poeti è molto bassa.

Coro (cantando): Se ancora giovane discenderai negli Inferi, ti consolerà la Gloria, l’Imperituria Memoria, che fa pure rima? Ora la prospettiva non ti sembra più tanto interessante, eh, stronzetto?

SIPARIO

Non ci sono più le tragedie greche di una volta.

Il Poeta e il gabbiano

Il Poeta era molto famoso, scriveva molte poesie sui gabbiani, lui scriveva: un gabbiano e la gente diceva: oh, che immagine poetica, e se scriveva: un gabbiano sul mare, la gente diceva: oh, che immagine doppiamente poetica. Una volta al convegno La Scuola incontra la Poesia uno studente gli chiese perché non scriveva poesie sui gabbiani che volano sulle discariche di rifiuti e il Poeta prima cercò di farfugliare qualcosa e poi cambiò discorso, ma alla fine chiamò in disparte la Direttrice e le consigliò di bocciare quel ragazzo che con quella domanda si era dimostrato stupido insensibile e immaturo. Il Poeta era anche molto lusingato da un racconto famoso in cui un gatto che deve insegnare a volare a una gabbianella chiede aiuto proprio a un poeta, e certo se gli fosse successa davvero una cosa del genere lui non avrebbe avuto idea di cosa fare, da dove cominciare, ma volare è un’immagine poetica e comunque a lui faceva molto piacere che ci fosse questa altissima considerazione dei Poeti.

Poi successe che una mattina il Poeta si svegliò di buonora, cioè dopo mezzogiorno, l’ora in cui si svegliano i poeti, soprattutto dopo una nottata passata a fare il poeta in un locale in cui alcune sue muse si avvinghiavano a un palo a guisa di edera dopo essersi liberate dall’oppressione degli abiti, e quando era rientrato a casa aveva parcheggiato in strada perché era in trance visionaria e poetica, ma secondo gli amici era semplicemente ubriaco, e per questo non sarebbe stato in grado di centrare la porta del garage. Ma quando arrivò a pochi metri dalla sua auto color verde-mare-poetico vi trovò sopra un gabbiano che stava sgranocchiando un topo e che, non avendo nessuna intenzione di interrompere il pasto, si mostrò subito maldisposto nei confronti dell’umano, di cui nella sua bestialità non riconosceva le virtù poetiche. Non si è mai saputo cosa successe precisamente nei minuti successivi, l’unica cosa certa è che da quando il Poeta fu dimesso dall’ospedale non scrisse più un rigo sui gabbiani, ma scrisse solo poesie sui colibrì.

Se poi siete curiosi di sapere cosa ne è stato dello studentello che faceva domande indisponenti, ebbene non fu bocciato, anche perché era figlio di un vice-imprenditore, ma arrivò a laurearsi in una prestigiosa Università del Nord con una tesi su imprenditoria e cazzimma e dopo mise su una Ditta per lo smaltimento dei rifiuti.

La Zeriba Suonata – “più Patti Smith”

Come documentato da sull’amacablog di recente al Verona Pride è stato esposto un cartello con la scritta “-Patti Lateranensi + Patti Smith” e in effetti la seconda espressione potrebbe essere emblematica di un personaggio controverso, meno sfuggente di Bob Dylan, ma capace di mandare in tilt il sito di Piero Scaruffi già schizofrenico di suo, come può constatare chi visita quel sito dalla grafica da web menoduepuntozero dove prima si leggono i voti alla discografia dei musicisti e poi dei giudizi che a volte sembrano in netto contrasto con quei voti se non direttamente con altre righe di commento, ma meglio sorvolare. Patti Smith ha visto i suoi amici e colleghi newyorchesi decimati dall’AIDS e ha cantato in Vaticano, è stata ritenuta una figura importante della new wave o addirittura del punk perché quello è il periodo in cui ha esordito e pubblicato i suoi album principali, poi ha inciso un album con inni a rischio populismo (People Have The Power) e ha collabotato con i REM e ha dedicato un brano a Cobain ma in fondo lei veniva da un’altra epoca, influenzata dalla poesia della beat generation e dalla psichedelia anni 60. Ma Patti Smith ha avuto incontri ravvicinati anche con il rock duro e questo soprattutto grazie alle sue relazioni sentimentali: il marito Fred Smith era chitarrista negli MC5, ma prima Patti aveva avuto una relazione con Allen Lanier, tastierista e chitarrista dei Blue Oyster Cult, gruppo heavy metal che proponeva un provocatorio immaginario gotico e para-nazista, e per loro collaborò ai testi di alcune canzoni, tra cui Career Of Evil.

Blue Oyster Cult – Career Of Evil

Il Vaticano è ancora lontano.

La Zeriba Suonata – una poesia in musica

Lo so che spesso di una canzone si dice che è una poesia in musica per dire della qualità letteraria, vera o presunta, del testo, e so anche che spesso lo si dice per i cantatroci, ma quelli non li trovate certo in questa rubrica, vade retro. Qui parliamo di una poesia del drammaturgo e poeta irlandese William Butler Yeats messa in musica dall’arrangiatore e musicologo Herbert Hughes suo contemporaneo connazionale, di cui i Clannad proposero la loro versione in un singolo nel 1978, non so se avete presente San Martino di Fiorello, ecco, non c’entra niente.

Quattro anni dopo i Clannad dovevano esibirsi alla BBC, Maire (o Moya) stava per uscire con i suoi due fratelli e due zii, quando la chiamò la madre: Moya, dove andate tutti quanti? E Moya: Ma’, dobbiamo andare a cantare in televisione, abbiamo fretta! E la madre: Perché per una volta non vi portate pure vostra sorella? La lasciate sempre qui da sola, povera ragazza? Moya sbuffando: Ma’, non possiamo farle da balia, ha 21 anni e dovrebbe essere indipendente. E la madre contrariata: Si, però se rimane qui si mette a strimpellare quel piano e mi fa una testa così! E Moya alla fine cedette: Uff, e va bene, però guardala come si è vestita e pettinata: sembra un ragazzo! E così quando i Clannad entrarono in studio Moya raccomandò alla sorellina di mettersi in un angolo e non dare fastidio, ma lì vicino c’era una tastiera e c’era pure un microfono in più che non serviva a nessuno e alla fine pure la sorella minore Enya si mise a cantare e suonare e qualche anno dopo per dispetto avrebbe venduto più dischi dei parenti.

Down By The Sally Garden

La Zeriba Suonata – partendo da un musicista mitico

Questa storia inizia da un musicista mitico, che si può considerare tale non perché si drogava o perché era circondato da groupies o ancora perché lo trovarono morto in un bagno ma forse non era lui o infine perché distruggeva le stanze degli alberghi, no, infatti parliamo di Turlough O’Carolan, che è un mito perché essendo vissuto circa 300 anni fa su di lui non si sanno tantissime cose, e pure delle composizioni che lo fanno ritenere il più grande bardo d’Irlanda esiste solo una raccolta in unica copia. Si dice che dava più importanza alla poesia ma scriveva prima la musica. Reso cieco dal vaiolo, iniziò a fare l’arpista errante ospite di nobili e mecenati, e figuriamoci se poteva permettersi di sfasciare le stanze dove alloggiava, anzi in onore delle persone che lo ospitavano componeva arie tra la musica popolare e quella classica che lui chiamava “planxty”, e uno dei gruppi più famosi del folk irlandese scelse di chiamarsi proprio con questo termine. I Planxty si formarono nel 1972 e i membri originari erano Donal Lunny, Andy Irvine, Christy Moore e Liam O’Flynn, nomi che ricorrono nella storia del genere in svariate combinazioni, e nel loro repertorio non potevano mancare brani di O’ Carolan, come ad esempio Planxty Irwin, o quei medley che si ascoltano spesso in questo genere musicale: qui una versione live di Raggle Taggle Gypsy/Tabhair dom do laimh. Il gruppo non ebbe lunga vita perché alcuni membri, forse per emulare il bardo, non si potevano vedere (questa se non l’avete capita è meglio) e una reunion nel loro caso si poteva escludere a priori, e infatti eccola qui: Cliffs Of Dooneen.

La Zeriba Suonata – una giornata da raddrizzare

Oggi è un giorno triste perché è la Festa della Musica e non so cosa hanno organizzato in giro per l’Italia ma in queste situazioni istituzionali immagino che ci sarà soprattutto musica ammuffita seriosa e poco festosa e potrei sbagliarmi però non si sa mai e allora in via precauzionale La Zeriba provvede a controbilanciare con un po’ di musica festosa non so se avete presente.

Jorge Benjor – A Banda do Zé Pretinho (feat. Chico Buarque e Caetano Veloso)

The B-52’s – Roam

The Go! Team – Milk Crisis

E dire che anni fa, prima che mi decidessi ad ascoltarlo, ero convinto che Caetano Veloso fosse una specie di De Gregori brasiliano, ma ce li vedete i cantatroci nostrani a zompettare su un palco? Invece Chico Buarque in Italia è diventato addirittura un verbo: in alcune versioni di “Silvano” di Enzo Jannacci il testo fa: “Silvano e non valevole ciccioli
Silvano ChicoBuarquedehollandami”.