neanche tanto furbo

Quel tipo che hanno arrestato in Bolivia che, non contento di aver dato il suo sanguinoso contributo al pessimo clima che c’era in Italia negli anni 70, ha dato pure un’occasione di gioire al Ministro Anche Degli Interni, che è sempre una brutta cosa anche a leggere solo poche righe senza guardare le figure, non deve essere neanche tanto furbo, perché se, invece di sparare, le persone le buttava sotto con l’auto o con un altro veicolo a motore oggi era libero e pure rispettato.

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un addio al celibato

Caserta non è solo un luogo per pacchiani matrimoni come quello di qualche tempo fa nella Reggia permesso dall’ex Direttore che lavorava pure di notte, che se dormiva era meglio. E’ stato anche un luogo di faticosi addii al celibato.

Prima ridimensionato a corsa regionale, il Borgocross non si corre più.

La Zeriba Suonata – L’Australia non è uno Stato Unito però …

Ridendo e scherzando si è fatta ora: sono appena finite le feste, non è ancora finita invece la stagione del ciclocross e già è ora di andare giù sotto. E’ appena iniziato il Santos Tour, versione femminile del Tour Down Under, e la prima tappa è stata vinta dall’australo-trentina Letizia Paternoster, che solo pochi giorni fa era stata elogiata sul sito roseo da Maurizio Fondriest, però sospetto di conflitto di interessi in quanto suo compaesano. Ma a proposito di paesi, gli USA si sono spinti fino alle Hawaii, non oltre, l’Australia è roba del Commonwealth e quindi, se anche avesse voluto tenere fede al suo proposito, poi ritrattato, di dedicare un disco a ogni Stato dell’Unione, Sufjan Stevens non avrebbe avuto competenza sull’Australia. Ma a tutto c’è rimedio: gli Husky sono un gruppo di Melbourne che hanno inciso pochi dischi, ognuno con una differente etichetta, e in Forever So del 2011, inciso per la Sub Pop, la più famosa delle etichette di cui sopra, ci sono dei pezzi, come History’s Door, che, forse anche per la voce del cantante Husky Gawenda, mi ricordano i brani più pacati e meno orchestrali di Stevens. E allora diamo un consiglio a questi australiani senza fissa dimora discografica: invece di girovagare e elemosinare contratti, fatevi una vostra etichetta, potreste chiamarla Asthmatic Kangaroo.

un piccolo consiglio sottovoce

Se qualcuno conosce qualcuno che conosce qualcuno che conosce il cittì del ciclocross e organizzatore del Giro d’Italia del medesimo, gli può cortesemente passare un mio modesto, anzi modestino consiglio? Dato che il Giro d’Italia dovrebbe essere la più importante challenge italiana, ma viene snobbato da molti ciclisti del nord che preferiscono i circuiti regionali e non so perché poi vogliono andare ai mondiali che si tengono lassù in Danimarca se non gli va nemmeno di fare 500 km senza frontiere, dicevo, per aumentare il livello dei partecipanti a questa manifestazione si potrebbe fare come per la Ciclismo Cup che da diritto alla squadra vincitrice di partecipare al Giro d’Italia, quello più famoso su strada, e far partecipare i vincitori della classifica finale ai mondiali. Sarebbe un incentivo per chi almeno una volta l’anno potrebbe provare a uscire dalla Padania e vedere che aria (e che acqua pure nel caso di quest’anno, dato che il mondiale si corre tra gli spruzzi freddi del mare danese) tira in Europa.

Intanto nel Mondo, mentre in campo maschile c’è la dittatura di Van Der Poel, in campo femminile vige la democrazia e, dopo Arzuffi e Neff, anche Ceylin Del Carmen Alvarado si aggiunge alla lista delle vincitrici nella gare importanti. Qualcuno in Italia potrebbe dire che è la prima ciclista di colore a farlo, nella sua Olanda chissà se lo dicono.

 

La Zeriba Suonata – riabilitazione di una cattiva maestra

Negli anni 70 le principali band di folk irlandese erano i Planxty, praticamente un supergruppo, i più tradizionali Chieftains capeggiati dallo zampognaro Paddy Moloney vagamente somigliante a Carlo Delle Piane, e infine un’azienda a conduzione familiare, i Clannad dei tre fratelli Brennan (scritto nella più comoda versione inglese) con i due zii Duggan cui, agli inizi degli anni 80, si aggregò la sorella minore Eithne. Leggere i nomi di questi musicisti significava entrare nel misterioso mondo dei nomi gaelici in cui i cognomi differiscono anche tra maschi e femmine: Maire e Eithne Ni Braonain, Pol e Ciaran O Braonain e vi risparmio gli accenti che mettono pure sulle maiuscole e poi un giorno scopriremo che di questi nomi forse esiste una pronuncia più facile. I Clannad rispetto a gruppi più tradizionali erano già più orientati al jazz, ma niente che non succedesse pure in Inghilterra con i Pentangle mentre i Fairport Convention erano più rock e gli Incredible String Band erano diciamo più psichedelici. Nell’album Fuaim del 1982 il quintetto diventa un sestetto, ma per poco.

Nel 1983, dopo che Eithne è uscita dal gruppo, con Magical Ring i Clannad iniziano una svolta verso una musica più eterea ed elettronica. Il grande successo arriva prima con alcuni brani scritti per serie tv e poi con l’album Macalla del 1985 in cui compare il trombone, ma non lo strumento bensì Trombono Vox. Intanto la sorellina, scegliendo il più facile nome Enya, scrive due colonne sonore, ma per l’esordio solista deve attendere fino al 1988 quando con Watermark fa il botto, anche se per chi seguiva i Clannad la sua musica poteva sembrare il prosieguo del percorso familiare. Inoltre era un periodo particolare, sia per l’esplosione di molte cantanti, chi meno dotata (Tanita Tikaram, Tracey Chapman) chi negata per il music business (Michelle Shocked) chi epocale come Suzanne Vega che tutti volevamo sposare, e poi a distanza di decenni ci abbiamo riprovato con St. Vincent, ma anche perché si ascoltava sempre più la musica New Age, in cui, come spesso accade con le mode, ci si infilava di tutto, compreso il duo Tuck & Patti che ebbero forse il maggior successo tra tutti, e che abbiamo scoperto essere gli zii di St. Vincent che sta sempre in mezzo e per fortuna non è loro parente dal punto di vista prettamente musicale. Quindi anche Enya fu buttata nel calderone, come precorritrice, quasi una cattiva maestra, fino ad essere ospite di Fabio Fazio senza chiedersi dove aveva sbagliato per piacere anche all’uomo senza qualità. Ma oggi quel fenomeno è stato dimenticato e molti dei seguaci si presume siano morti, chi di noia, chi per carenze nutritive per aver seguito strane diete e chi, cercando di vivere a contatto con la natura in terre inospitali, ucciso da tribù che non hanno mai visto l’uomo bianco, almeno non in quello stato. Altri poi a un certo punto per reazione potrebbero essersi convertiti ai Prodigy o al death metal norvegese e di sicuro non  si sente più parlare di Andreas Vollenweider o di William Ackermann, mentre invece uno dei nomi più interessanti di questi ultimi anni, l’americana Weyes Blood, dice di essere influenzata da Enya e di adottare anche i suoi trucchi con la voce, ed è un bel sentire.

Nel frattempo i Clannad altro che New Age, avevano preso la piega di un ancor più pesante classic rock con assoli e pompe magne, e allora meglio la carriera solista di Maire, che, forse per affinità con la sorellina, ha scelto il nome di Moya (o forse perché così si pronuncia, e allora non era poi tanto difficile), ma comunque oggi è più seriosa e ricorda quasi il percorso di Antonella Ruggiero, partita da un’ora d’amore poi passata per la mitteleuropa e finita a cantare in Vaticano. Amen.

 

Eredità perdute

Nei giorni scorsi ho visto in dvd il film d’animazione Snoopy & Friends del 2015 in cui Charlie Brown, qualcuno direbbe “finalmente”, si fa apprezzare dalla ragazzina dai capelli rossi; non che trombino ma si scriveranno durante le vacanze. Una cosa del genere io credo che con Charles Schulz non si sarebbe mai vista neanche se fosse vissuto e avesse lavorato ancora per altri 70 anni e fosse arrivato al top del rincoglionimento, ma questo film è stato realizzato dagli eredi di Schulz, che poi questi eredi sarebbe più opportuno che lo fossero solo dal punto di vista legale e commerciale e non artistico e forse farebbero meglio a stare al posto loro. Ma se accadono di queste cose con le opere e i personaggi ancora di proprietà di qualcuno, figuriamoci cosa può succedere con quello che non è più soggetto a diritto d’autore. Aspettiamoci, ad esempio, un librone cartonato e molto pubblicizzato, in cui qualcuno ci racconti che Gregor Samsa e Bartleby lo scrivano non sono morti, ma, conosciutisi a un congresso mondiale di impiegati, abbiano messo in atto un piano diabolico, inscenando la loro morte, va detto in maniera inaspettatamente plateale se si pensa alle loro grigie esistenze, per poter fuggire in una sperduta isola deserta e iniziare una vita nuova, o quasi.

Turisti distratti

Per chi non fosse pratico a Caserta c’è un ingresso per il Palazzo Reale e uno per il Parco e stamattina a quest’ultimo un tipo ha chiesto se lì potevano entrare anche i turisti e io ho pensato ma chi crede che siamo noialtri qui perché io per esempio modestamente sono un turista a chilometro zero.