Visibìlia – clip de paura

Lo statunitense David Fincher è uno dei registi più celebri e celebrati del mondo, ma ha iniziato a dirigere film quando io ho iniziato a vederne sempre meno, e così non ho visto neanche uno dei suoi film. Alien 3, Seven, Fight Club, The Social Network, Il curioso caso di Benjamin Button? Niente, però dell’ultimo ho letto il libro che – attenzione – non è tratto dal film, ma è il contrario. Anche Fincher ha iniziato dirigendo spot pubblicitari e clip musicali. In quello che vi propongo potrei dire che c’è l’atmosfera di paura e suspense che dovrebbe essere presente nei film di un regista che dice di ispirarsi a Hitchcock, e ad essere scioccati sono The Motels, gruppo di new wave elettronica diluita nel makeup.

The Motels – Shock

Visibìlia – Floria e fauna

Floria Sigismondi nacque a Pescara, cosa credevate? Ma già a due anni i previdenti genitori cantanti d’opera si trasferirono in Canada. Floria ha iniziato disegnando e dipingendo, poi si è data anche alla scultura alla fotografia e alla regia. Ha diretto spot pubblicitari, un film sulle Runaways, il primo gruppo di Joan Jett, clip pubblicitarie e soprattutto musicali. I suoi video malati la fanno accostare a Chris Cunningham (clic e clac), il suo stile è caratterizzato da ritmo spezzato, effetti di luce, soggetti fuori fuoco e presenza di insetti e serpenti. E altra bella fauna è quella con cui ha lavorato, da quel sarchiapone di Marylin Manson ai White Stripes che erano sposati ma dicevano di essere fratelli. Si dice che una volta abbia definito i suoi video come “entropici sottomondi abitati da anime torturate e esseri onnipotenti”, e chissà se un’altra volta sarebbe stata capace di ripetere questa definizione pari pari. Un video che illustra bene lo stile di Floria Sigismondi è Push It dei Garbage, il gruppo composto da tre produttori e dalla cantante Shirley Manson che non era parente di Marylin ed era la vera forza del gruppo, la conditio sine qua non, non so se mi sono spiegato.

Push It

Visibìlia – Old England

Julien Temple è un regista londinese che divenne famoso con il film La grande truffa del Rock’n’Roll. Il film voleva dimostrare che il punk fu tutta un’invenzione di Malcolm McLaren, una tesi che a caldo poteva anche convincere qualcuno, ma a distanza di 45 anni possiamo ben dire che l’importanza del punk in tanti ambiti è storicamente acclarata, io almeno l’ho acclarata e altrettanto spero di voi. Comunque da allora Temple iniziò a realizzare molti video musicali e i pochi film che girò erano sempre intorno al mondo della musica, come Running Out Of Luck con Mick Jagger, quello sì una grande truffa del r’n’r insieme ai suoi compagni di merende allucinogene, e sopprattutto Absolute Beginners sulla Londra degli anni 50. Il film era tratto da un romanzo di Colin MacInnes ed era pieno zeppo di musicisti, da Bowie (con cui Temple girò pure il famoso corto, o videoclip “lungo”, Jazzin’ for Blue Jean), a Ray Davies, da Sade agli Style Council e pure Gil Evans. E guarda alla vecchia Inghilterra anche il video che vi propongo, Forever Blue degli Swing Out Sister, gruppo un po’ retrò tra jazz e Bacharach che arrivò leggermente in anticipo rispetto al Grande Revival Generale, per cui si può dire che il loro recupero coincise con il prosieguo della loro carriera.

Swing Out Sister – Forever Blue

Corinne Drewery in primo piano e sullo sfondo Coso, l’altro…, Andy Connell.

Perline di Sport – Pericolo pubblico numero 1

Domenica a Vårgårda gli agenti dell’UCI hanno squalificato la Numero 1, che aveva vinto la corsa dominandola, ritenendo che la sua posizione in bici, anche se per pochi secondi, costituisse un grave pericolo per le avversarie che già faticavano a starle dietro. E’ vero che ancora oggi il ciclismo femminile è poco seguito dai media ma pure mi sento di dire che non ricordo cadute di Marianne Vos nelle gare su strada, il ciclocross non conta perché lì scivolare è la normalità. Anzi ricordavo un autentico prodigio a un Giro d’Italia che dimostrava l’eccezionale abilità nella guida di questa donna pericolosa, solo che non ricordavo quando avvenne, e la ricerca di qualche immagine è stata resa più difficile dal fatto che l’impressione per l’accaduto ha perfino distorto il ricordo del risultato, ma sono riuscito a venirne a capo. Era la seconda tappa del Giro 2013 a Pontecagnano-Faiano. Vos è provvisoriamente in maglia rosa ma quella finale sarà della scalatrice statunitense Mara Abbott. Si arriva in volata e la lotta è con la rivale Giorgia Bronzini. A pochi metri dal traguardo c’è un buco nel manto stradale, ma si sa che per l’UCI non sono pericolosi i percorsi e lo stato delle strade ma i comportamenti dei ciclisti. La ruota di Marianna finisce in quel buco e la bici tenta di disarcionarla ma lei riesce restare in piedi ed arriva seconda. L’intervistatrice si complimenta con lei per l’abilità che le deriverebbe dalla pratica di mtb e ciclocross, e Marianna se fosse stata una persona innocua si sarebbe lamentata della sfortuna e avrebbe inveito contro il Comune che non fa aggiustare le strade concludendo che è tutto un magna magna, ma essendo una persona pericolosa dice solo di essere contenta di essere rimasta in piedi e di essere “lucky”. Chi l’avrebbe mai detto che un pericolo pubblico può insegnare a vivere a molte persone!

Giro 2013 – 2^ tappa

La Zeriba Suonata – Alegria tropical

Cercando qualche brano da postare per gli 80 anni di Caetano Veloso ho scoperto che di lui ho ancora molto da scoprire. Anche se da anni, ascoltandolo dopo aver avuto titubato, ho poi constatato che per fortuna non è il corrispondente brasiliano di Francesco De Gregori, beh, devo dire che non conoscevo questo suo lato psicorock che lo accomuna a Os Mutantes e Jorge Ben Jor.

Alegria, alegria

Ma pure la poppissima copertina.

Visibìlia – Chiedi

Chiedi chi era Derek Jarman. Cioè, se vuoi saperlo chiedi a qualcun altro perché io non ho visto nessuno dei suoi film. Jarman era un regista sperimentatore e provocatore, legato al mondo della musica, noto anche per la sua omosessualità dichiarata e morto nel 1994 di AIDS. La malattia lo rese quasi cieco e lui girò il fim Blue con un’unica immagine blue sulla quale scorreva la colonna sonora. Le riviste musicali scrivevano spesso di lui che girò anche video musicali, soprattutto per Pet Shop Boys e The Smiths. E allora, dato che quando ho iniziato questa rubrica ho scritto che difficilmente avrei proposto qualche video del gruppo di Manchester, ecco a voi la realizzazione di una cosa difficile.

The Smiths – Ask

“Because if it’s not love Then it’s the bomb Will bring us together”

Visibìlia – poca roba

Con Jonathan Demme la memoria mi ingannava perché ricordavo che avesse diretto vari videoclip ma ricordavo male. Il suo primo film è del 1974, io ho apprezzato alcune sue commedie ma non ho mai visto Il silenzio degli innocenti e non credo che lo vedrò mai. Nel 1984 ha diretto anche Stop Making Sense, film su un concerto dei Talking Heads, e nel nuovo secolo è tornato ai documentari musicali, soprattutto su Neil Young, e forse per questo ero portato a pensare che avesse diretto molti videoclip, ma in realtà il suo contributo al genere è stato poca cosa, sia come quantità che come qualità, essendosi limitato a volte a riprendere i musicisti mentre suonavano o facevano finta di suonare.

Suzanne Vega – Solitude Standing

Visibìlia – Un’altra storia

Nella puntata di ieri su Russell Mulcahy e i Duran Duran scrivevo che il video di Hungry Like The Wolf era una storia scombinata in cui non si capiva bene cosa succedeva, e in questo lo paragonavo a Sabotage dei Beastie Boys. E allora eccolo quel video, un susseguirsi frenetico di scene senza nesso tra di loro, ispirato alle serie poliziesche americane e diretto da Spike Jonze, un altro che poi è passato al cinema dirigendo tra gli altri Essere John Malcovich.

Sabotage

Visibìlia – Avventure esotiche

Avevo anticipato che nella fase agostana di questa rubrica mi sarei focalizzato sui registi di videoclip, tra i quali ci sono alcuni che hanno fatto carriera passando al cinema, in un’ipotetica gerarchia tra arti che poi non esiste e se esistesse non la condividerei e quindi come non detto, semmai c’è solo una migliorìa economica. E quando si parla di registi che sono passati dai video al cinema il primo nome che mi viene in mente, forse per motivi anagrafici, è quello dell’australiano Russell Mulcahy, famoso soprattutto per Highlander, ma che prima aveva girato molti video, soprattutto dei Duran Duran, e tra quelli dei Duran Duran soprattutto la trilogia dello Sri Lanka. Save a prayer era all’insegna di un misticismo effimero tipo belli sti templi ma ora andiamo a farci un drink, Rio è il più turistico ed è quello che illustra meglio un’affermazione di Simon Le Bon: «Venivamo dal punk. Non avevamo previsto gli anni 80. Non avevamo idea che ci sarebbe stato offerto tanto divertimento e tanto lusso. Sembrava scortese rifiutare». Infine quello che vi propongo oggi è Hungry Like The Wolf, un’avventura esotica colonialista, si capisce che succedono molte cose ma non che cosa di preciso, forse un po’ come Sabotage dei Beastie Boys ma questa è un’altra storia.

Hungry Like The Wolf

Visibìlia – Stand Up e pure comedian

La cultura hip hop e il rap nel 2003 avevano già una bella lunga storia, piena di situazioni, di tipi, anche di luoghi comuni, e Ludacris, regolarmente iscritto all’albo dei rappers, nel video di Stand Up ne prende in giro un bel po’. Ludacris è un bel tipo, oltre che rapper è anche attore, da ragazzino era in un gruppo ma, contrariamente a quello che dovrebbero fare gli artisti e i trasgressivi, lasciò per studiare e, come se non bastasse questa stranezza, è nato americano con il nome Christopher Brian Bridges, ma ha preso il passaporto del Gabon. Il regista è Dave Meyers che ha una videografia sterminata e nel tempo libero gira spot pubblicitari.

Stand Up

Se ad agosto non avrete niente di meglio da fare potrete continuare a seguire questa rubrichetta che sarà più centrata sui registi, alcuni dei quali hanno fatto carriera e sono passati al cinema.