La Zeriba Suonata – Il glam prima del glam

Gli storici e i critici si divertono per i vari generi musicali a trovare i precursori se non a retrodatarne la nascita. Il punk sarebbe nato nel 1977 anzi nel 1976? Ma no, già nei primi 70, anzi nei 60, anzi c’era qualcuno già tra nel primo rock’n’roll degli anni 50. E il rap e il metal e il jazz, e il rock’n’roll tout court, tutto è iniziato prima di quello che credevate. Pure il glam: pensavate fosse una faccenda dei dudes inglesi dei primi 70? E invece no, perché già nei 50 c’era Little Richard eccessivo truccatissimo e sessualmente ambiguo. E forse una sua canzona era l’ideale per il film The Girl Can’t Help It (in italiano Gangster cerca moglie) con Jayne Mansfield, anche lei a suo modo eccessiva tanto da essere la parodia di sé stessa, quasi un cartone animato vivente. Ma il bello è che Little Richard diceva di essersi ispirato a un paio di musicisti più vecchi e quasi sconosciuti, però così non si finisce più.

The Girl Can’t Help It

Il ritorno di Riccioli d’Oro

Mettiamo un attimo da parte le tristezze della versione provinciale delle Olimpiadi proposta dalla RAI perché lontano dagli occhi degli spettatori italiani c’è stata un’esplosione di allegria e vitalità. E’ successo che Eva Lechner, più volte argentata o bronzea ma dorata solo nelle staffette, ha avuto anche lei una giornata “no” nella mtb olimpica e con le tre degli uomini è poker, la compagnia di Celestino ha fatto en plein, e ora il buon Mirko sta già mandando il suo curriculum in giro perché vede a rischio il suo posto da cittì, ma se Eva si trovasse per sbaglio a leggere questo blog le ripeto quello che ho scritto pure in passato: ora che si è tolta il pensiero delle Olimpiadi passi alla marathon e l’oro arriverà. Ma non è questo che volevo dire, è che il risultato negativo dell’altoatesina ha comportato che dopo una veloce finestrella di Stefano Rizzato la RAI non ha più spiato la gara. E il buon Rizzato ha fatto in tempo a mitragliare la prospettiva di un risultato storico che si sarebbe poi concretizzato: un podio occupato interamente da una sola nazione, che alcuni amanti delle statistiche dicono sia un fatto mai accaduto in nessuna specialità del ciclismo nelle Olimpiadi “moderne”, ma possiamo dire con certezza quasi assoluta che ciò vale per tutte le Olimpiadi, perché non si sono mai trovate, su ceramiche o affreschi antichi, delle raffigurazioni di gare ciclistiche, tranne che su una borraccia in terracotta esposta sul balcone di casa De Luca ma la cui datazione resta molto dubbia, né gli storici hanno mai raccontato di simili gare nei giochi olimpici, sappiamo solo dell’avversione di Leonida per gli antichi ciclisti che lui usava buttare giù dalla Rupe Sormana. Tornando all’oggi, cioè l’oggi di ieri, le favorite erano le francesine, la relativamente vecchia Paolina, che le olimpiadi proprio non le vuole vincere ma in famiglia di ori olimpici ne hanno già due più varie maglie iridate e altra chincaglieria che non sanno più dove mettere, e la giovane Loana Lecomte che ha dominato la stagione e come spesso accade ha mancato l’appuntamento più importante. Addirittura nel finale le francesi sono state superate anche dall’ungherese Blanka Kata Vas, astro nascente di varie specialità, più che un semplice “cambio di vocale”. L’argento e il bronzo sono andati a Sina Frei e Linda Indergand che, soprattutto la prima, sono ancora giovani e possono riprovarci, sempre se in futuro esisterà ancora questa curiosa e pesante manifestazione, ma l’oro è andato a Jolanda Neff che non pensavo fosse più capace di un risultato del genere, perché mentre le giovani avanzavano lei continuava a infortunarsi, anche poche settimane fa. Finora Neff aveva vinto soltanto un mondiale “normale” e uno marathon, una Coppa del Mondo, 3 campionati europei e la prima edizione dei Giochi Europei, oltre a gare internazionali anche nel ciclocross e su strada riuscendo anche a essere campionessa svizzera in tutte e tre le specialità contemporaneamente. Ma non avevo pensato allo strano rapporto che c’è tra me e lei a sua insaputa: quando non posso vedere la gara lei vince, nei rari casi in cui la RAI trasmette un campionato internazionale di mtb vince un’altra, e oggi la RAI ha preferito tutt’altro, tra cui la canoa slalom, commentata da un sempre più eclettico Bragagna, che per contro è quello meno in linea con lo sciovinismo televisivo, e disputata in una specie di grande piscina, perché non credo che in Giappone ci siano i fiumi con i marciapiedi, ma allora dov’è finita tutta la natura che si vede nei film dello Studio Ghibli? Tornando a Jolanda, la Neff è una fracassona, a volte è un pericolo per sé e per le altre, e anche ieri ha rischiato di cadere nello stesso punto dove era cascato Van Der Poel, e ha dato la colpa dell’accaduto a una manovra “stupida” della Ferrand-Prévot che a sua volta ha criticato la svizzerotta per un sorpasso velocissimo che l’avrebbe fatta cadere, ma viste le immagini quest’ultima non si direbbe una scorrettezza, semmai un’azzardo e la francese sembra cadere per paura o per lo spostamento d’aria. Comunque sembra che tutti i suiveurs neutrali siano contenti di questa vittoria, e in questo non pesano solo quei gravi infortuni, tra cui una caduta in discesa, lei fidanzata con uno che fa downhill, che le ha fatto perdere la funzionalità della milza, ma anche i suoi extra, soprattutto i video in cui trasmette la sua passione per la mtb o la serie autobiografica intitolata “Jolandaland”, per non parlare dello spot, fracassone anch’esso e realizzato per la sua bici, in cui interpretò Riccioli d’Oro mostrando doti di recitazione superiori anche a quelle di Thomas Voeckler.

Il sorpasso di Jolanda e la caduta di Paolina.

La Zeriba Suonata – ritorno almeno al presente

Dopo varie puntate dedicate alla musica irlandese del passato ora bisognerebbe ritornare al futuro, ma per quello ci vorrebbe una macchina del tempo e purtroppo Elon Musk progetta cose più banali come i viaggi nello spazio e di quelli nel tempo non si interessa, e allora torniamo almeno al presente e proprio con la compagna di Musk.

In fatto di tecnologia non sono molto aggiornato, però pensavo che se i robot sono macchine intelligenti ce ne dovrebbe essere già qualcuno in grado di interagire con un computer e, quando quello con il test CAPTCHA gli chiede se è un robot, che sia anche capace di rispondere cose tipo: Ma certo che no, cosa vai a pensare?

Grimes – Be A Body – live

La Zeriba Suonata – tradizionalissimi

Chiudiamo, almeno per il momento, questa rassegna confusa di folk irlandese con i De Danann (poi De Dannan) che nella loro storia hanno accolto in formazione molti musicisti tra i quali anche Donal Lunny dei Planxty che era il prezzemolino del folk irlandese. I De Dannan suonavano soprattutto strumentali e infatti sono famose anche le loro cantanti Maura O’Connel, Mary Black dai General Humbert e Dolores Keane. Facevano musica acustica e tradizionale, tradizionalissima, al punto da andare a pescare anche nel repertorio del music-hall, roba ottocentesca, da immaginario liberty e preraffaellita, o da convivio di ubriaconi.

My Irish Molly-O

La Zeriba Suonata – una poesia in musica

Lo so che spesso di una canzone si dice che è una poesia in musica per dire della qualità letteraria, vera o presunta, del testo, e so anche che spesso lo si dice per i cantatroci, ma quelli non li trovate certo in questa rubrica, vade retro. Qui parliamo di una poesia del drammaturgo e poeta irlandese William Butler Yeats messa in musica dall’arrangiatore e musicologo Herbert Hughes suo contemporaneo connazionale, di cui i Clannad proposero la loro versione in un singolo nel 1978, non so se avete presente San Martino di Fiorello, ecco, non c’entra niente.

Quattro anni dopo i Clannad dovevano esibirsi alla BBC, Maire (o Moya) stava per uscire con i suoi due fratelli e due zii, quando la chiamò la madre: Moya, dove andate tutti quanti? E Moya: Ma’, dobbiamo andare a cantare in televisione, abbiamo fretta! E la madre: Perché per una volta non vi portate pure vostra sorella? La lasciate sempre qui da sola, povera ragazza? Moya sbuffando: Ma’, non possiamo farle da balia, ha 21 anni e dovrebbe essere indipendente. E la madre contrariata: Si, però se rimane qui si mette a strimpellare quel piano e mi fa una testa così! E Moya alla fine cedette: Uff, e va bene, però guardala come si è vestita e pettinata: sembra un ragazzo! E così quando i Clannad entrarono in studio Moya raccomandò alla sorellina di mettersi in un angolo e non dare fastidio, ma lì vicino c’era una tastiera e c’era pure un microfono in più che non serviva a nessuno e alla fine pure la sorella minore Enya si mise a cantare e suonare e qualche anno dopo per dispetto avrebbe venduto più dischi dei parenti.

Down By The Sally Garden

La Zeriba Suonata – partendo da un musicista mitico

Questa storia inizia da un musicista mitico, che si può considerare tale non perché si drogava o perché era circondato da groupies o ancora perché lo trovarono morto in un bagno ma forse non era lui o infine perché distruggeva le stanze degli alberghi, no, infatti parliamo di Turlough O’Carolan, che è un mito perché essendo vissuto circa 300 anni fa su di lui non si sanno tantissime cose, e pure delle composizioni che lo fanno ritenere il più grande bardo d’Irlanda esiste solo una raccolta in unica copia. Si dice che dava più importanza alla poesia ma scriveva prima la musica. Reso cieco dal vaiolo, iniziò a fare l’arpista errante ospite di nobili e mecenati, e figuriamoci se poteva permettersi di sfasciare le stanze dove alloggiava, anzi in onore delle persone che lo ospitavano componeva arie tra la musica popolare e quella classica che lui chiamava “planxty”, e uno dei gruppi più famosi del folk irlandese scelse di chiamarsi proprio con questo termine. I Planxty si formarono nel 1972 e i membri originari erano Donal Lunny, Andy Irvine, Christy Moore e Liam O’Flynn, nomi che ricorrono nella storia del genere in svariate combinazioni, e nel loro repertorio non potevano mancare brani di O’ Carolan, come ad esempio Planxty Irwin, o quei medley che si ascoltano spesso in questo genere musicale: qui una versione live di Raggle Taggle Gypsy/Tabhair dom do laimh. Il gruppo non ebbe lunga vita perché alcuni membri, forse per emulare il bardo, non si potevano vedere (questa se non l’avete capita è meglio) e una reunion nel loro caso si poteva escludere a priori, e infatti eccola qui: Cliffs Of Dooneen.

Eternità provvisoria

Al Tour ci sono state due giornate importanti, ieri c’era il tappone pirenaico nel giorno della festa nazionale e oggi c’è stato il tappino pirenaico, una breve frazione con un Tourmalet innocuo anche perché piazzato lontano dall’arrivo, nel giorno in cui ci sono stati due eventi che ormai fanno parte della tradizione di questa corsa: la visita di Monsieur Le Président, ma non Lappartient, quell’altro, il marito di Brigitte, e poi l’altrettanto tradizionale blitz della gendarmeria. Una 50ina di agenti sono andati nell’albergo dove c’erano Movistar e Bahrain, agli spagnoli non li hanno proprio pensati perché già stanno facendo il loro peggior Tour di sempre e non era il caso di infierire, e allora sono andati da quegli altri e hanno prelevato files con i dati degli allenamenti e hanno fatto l’esame del capello ai ciclisti che pare sia il più efficace per scoprire il doping, non so se serve pure a scovare il covid . Colbrelli ha parlato di gelosia da parte di qualcuno, e pare che il team manager di un’altra squadra ha avanzato sospetti sui risultati di Teuns e dello stesso Colbrelli, eppure Teuns ha vinto una tappa e non è una novità perché aveva già vinto nel 2019, chiedere a Ciccone, e Colbrelli non ha vinto niente e pure questa non è una novità. Beppe Conti ha guadagnato improvvisamente 100 punti dicendo che i gendarmi non vanno al Roland Garros, e basterebbe ricordare che dell’Operacion Puerto di 15 anni fa si seppero i nomi dei ciclisti e non dei tennisti e dei calciatori coinvolti. Però Conti ha aggiunto che i francesi sono sospettosi perché i loro non vincono niente, da cui si dovrebbe dedurre che gli altri si dopano, e a quel punto Giada Borgato ha ricordato che l’anno scorso toccò all’Arkea, senza accorgersi che ha fatto crollare il castello accusatorio di Conti perché si tratta di una squadra francese. Colbrelli ha detto che i gendarmi hanno agito con gentilezza, la stessa gentilezza e lo stesso tatto che ha avuto De Luca nel dire che il doping riguardava i ciclisti di 20 anni fa avendo al suo fianco Garzelli che in quel periodo correva, per di più senza capelli come pure il suo amico famoso. In effetti i ciclisti oggi sono molto controllati, così si dice, e a quelli istituzionali si aggiungono i controlli interni delle squadre finalizzati soprattutto a evitare figure di m**** come quella di iscrivere 8 ciclisti al Giro e partire in 6, storia di pochi anni fa. E anche l’Alpecin ha voluto avviare un’indagine interna con il test del capello per verificare se i suoi ciclisti usano davvero lo shampoo magico e scongiurare che preferiscano quello della concorrenza. La tappina si è poi risolta in volatina tra pochi eletti, condizionata forse dalla nascente rivalità tra Carapaz e Pogacar, con quest’ultimo che ieri si era arrabbiato perché l’ecuadoriano avrebbe finto di essere in crisi e non l’ha proprio mandata giù, si vede che il ragazzo è più inesperto di quello che sembra, e poi l’altroieri ha detto di venire da una buona famiglia e non si sa che cosa voleva intendere ma potrebbe non voler avere niente a che fare con questo plebeo ex aspirante muratore, sta di fatto che nel dubbio ha voluto vincere pure oggi e, anche se i jumbi si sono congratulati di nuovo con lui, qualcosa mi dice che da ora in poi Pogacar farebbe bene a cercare di non cadere o forare, potrebbe fare la fine del connazionale Roglic. Oggi sei un semi-dio ma domani chissà, nel ciclismo anche l’eternità è provvisoria, un concetto che ha espresso bene il commissario Saligari dalla contemporaneo Settimana Italiana, che non è un film degli anni 80 con Jerry Calà ma una corsa a tappe in Sardegna. Infatti, parlando del rapporto di Sagan con la Bora, Saligari ha detto: “Il suo posto in squadra ce l’ha e per il momento ce l’ha per sempre.”


Poiché gli organizzatori del Tour hanno bloccato i video del canale youtube dell’ex ciclista Bas Tietema per uso illegale delle immagini, la Zeriba Illustrata si cautela limitandosi a pubblicare solo un disegnino di Pogacar, come fanno in America per i processi.

La Zeriba Suonata – il famoso zampognaro

La prima volta che vidi una foto di Paddy Moloney pensai che somigliava a Carlo Delle Piane il quale, dopo aver interpretato più volte il personaggio di Pecorino, proprio in quegli anni 80 iniziava a essere apprezzato anche dai critici che ne capiscono, e questo soprattutto grazie ai film di Pupi Avati che per il casting non è mai andato tanto per il sottile, o forse si proponeva il nobile intento di recuperare attori non sempre dotati, perché vanno bene Delle Piane e Abatantuono ma altri meglio che sorvoliamo e torniamo alla musica. Paddy Moloney è forse lo zampognaro più famoso del mondo, insomma tra i suonatori di quel tipo di strumenti che chiamano aerofoni a sacco d’aria, e quelli irlandesi si chiamano uilleann pipes e non si suonano con la bocca. Moloney ha fondato i Chieftains, storico gruppo attivo dagli anni 60 che avvicinava il folk più alla classica che ad altri generi musicali, e ha collaborato, con il gruppo o anche da solo, con altri musicisti comprese rockstar viziate. Tra le altre curiosità, i Chieftains parteciparono alla colonna sonora di Barry Lindon e nel 1988 incisero Irish Heartbeat insieme a Van Morrison, il famoso orso irlandese che per l’occasione si presume abbia rivolto loro la parola.

The Chieftains – The Donegal Set

The Chieftains & Van Morrison – Marie’s Wedding

The Chieftains & Roger Daltrey – Behind Blue Eyes

La Zeriba Suonata – Altan


Mairéad Ní Mhaonaigh e Frankie Kennedy erano una coppia di musicisti irlandesi che negli anni 80, dopo l’esordio a loro nome, fondarono un gruppo che chiamarono Altan, parola gaelica che significa stream, flusso, e che sopravvisse alla morte di Kennedy avvenuta nel 1994. Il gruppo si è sempre mosso tra tradizione e modernità, cioè erano capaci di suonare set di danze con violini e fiati come Drowsy Maggie / Rakish Paddy / Harvest Storm e canzoni spesso tradizionali ma con arrangiamenti influenzati dai suoni aggiornati di Clannad e loro derivati, come in Tiocfaidh An Samhradh.

Questa illustrazione potrebbe non essere pertinente.

Perline di Sport – Riflettiamo, ma poi ce ne dimenticheremo

Il caldo non lo sopporto più e da qualche anno penso che l’estate è una stagione che va bene per i giovani o per chi non deve lavorare, e mi verrebbe da dire sbrighiamoci col Tour le Olimpiadi il Mondiale e il Lombardia e passiamo quanto prima al ciclocross. Poi è successo che l’occasione per cercare delle immagini di questo sport dei mesi freddi è capitata della peggiore specie, la morte della belga Jolien Verschueren a soli 31 anni, e allora uno dovrebbe riflettere su quelle cose che semmai già si dice spesso senza però riuscire a tradurle in atti concreti, cioè che abbiamo solo il presente. E infatti basta che passi pochissimo tempo e già torniamo ad aspettare con impazienza che arrivi il weekend qualche festività o chissà quale altro periodo futuro e passi il tempo così.

Jolien Verschueren ha vinto per due anni consecutivi il classico Koppenbergcross che si conclude su uno dei muri più ostici del Giro delle Fiandre, e in particolare nel 2016 dopo un bel duello con la campionessa del mondo Thalita De Jong.

Koppenbergcross 2015

Koppenbergcross 2016