il giorno del ristoro

Ci sono vari modi di trascorrere il giorno di riposo, c’è chi preferisce corricchiare e chi riposare completamente, la cosa più pericolosa che un ciclista può fare è annunciare che l’anno dopo cambierà squadra scatenando immediate ritorsioni da parte della squadra attuale che fino alla fine dell’anno lo convocherà tuttalpiù per qualche corsa nella foresta pluviale cui è costretta a partecipare per esigenze di sponsor. Ma si può approfittare della pausa per fare anche altre cose. Oggi per esempio la Katusha, che ha perso il ciclista testimonial Marcello Bellicapelli, ha cercato di girare un nuovo spot dello shampoo multitasking con i ciclisti residui, ma Zakarin è riuscito a cadere anche durante le riprese. La Ineos invece, volendo mantenere lo stile Sky, ci tiene anche al livello culturale dei ciclisti che sono tenuti a seguire dei corsi su materie per lo più attinenti l’attività dello sponsor, come fisica o petrolchimica. Oggi c’era matematica e il precettore Puccio, cui sono stati affidati Bibì Sivakov e Bibò Hart, poiché tutto è parametrato al livello dello sponsor, gli ha fatto ripetere la tabellina del milione.  Reverberi ha concesso ai suoi ragazzi di distrarsi a vedere qualche serie tv purché sia italiana. Savio ha voluto motivare i ciclisti che finora hanno reso poco concedendogli di lavare la sua Isotta Fraschini mentre quelli che si sono ben comportati hanno potuto visitare, previo pagamento del biglietto al modico prezzo di 14 euro, la sua residenza principesca con una ricca collezione di opere d’arte di ogni epoca tra cui spicca una scultura di Jeff Koons in acciaio rosa che raffigura Leonardo Sierra mentre cade in discesa. E infine il simpatico Valerio Conti, volendo fare lo spiritoso, è andato al bar dell’albergo che ospita le squadre e ha chiesto un Amaro Antunes ma nessuno ha capito la battuta.

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una passione disinteressata

Il Signore lo aveva pure dotato di un buon cuore: era facile alle lacrime e all’entusiasmo; per di più ardeva di una passione disinteressata per l’arte, disinteressata per davvero, visto che proprio d’arte il signor Benevolenskij, a dire il vero, non ne capiva un’acca. (Ivan Sergeevic Turgenev, Memorie di un cacciatore, 1852)

La Zeriba Suonata – non c’è tempo da perdere

No, questa volta non aspetto di sentire l’album per presentarvi questa musicista, anche perché non ho capito bene la sua scarna discografia, ma dovrebbe essere in uscita un album intitolato Blood, tre anni dopo un EP. Ho letto di Kelsey Lu sul sito di Internazionale e subito sono stato incuriosito e ho sentito, visto e ho pensato di passare parola. Kelsey Lu è una cantante e violoncellista di formazione classica che suona anche altri strumenti e balla e sembra un incrocio tra Sade e Frida Kahlo con il carisma di Erykah Badu. Fa un pop folk con influenze classiche, e  a volte sembra di sentire Joni Mitchell, altre Bjork, altre St. Vincent, altre chissà chi altra, si cita pure Joanna Newsom, ma poi fa una cover dei 10CC. Dicevo che balla e sembra tenerci molto anche all’aspetto visivo con i suoi video. A volte ha mostrato i peli ascellari, più spesso svariate zone erogene del suo corpo, ben venga qualunque cosa che attiri l’attenzione su questo fenomeno musicale. Se non ci credete ascoltate e guardate la title track.

Mondo Garguglia

Ho letto che è arrivata a Roma la ragazzina svedese diventata simbolo della battaglia ambientalista all’ultimo stadio e devo dire che trovo curioso che, dei tanti sostenitori delle Grandi Nobili Cause, nessuno si preoccupi di una piccola causa, quella della condizione di questa ragazzina minorenne, che a quanto dicono ha pure qualche problema di salute, sbatacchiata di qua e di là e sottoposta alle invettive social, e di quello che potrà essere il suo futuro quando anche questa vicenda sarà totalmente consumata dai media. Ma a proposito di accanimento terapeutico sul pianeta e sulle sue diciamo suppellettili c’è stato anche l’incendio alla Cattedrale di Notre-Dame, che ha visto reazioni esagerate a beneficio dello spettacolo mediatico e come se la Storia non fosse piena di incendi devastazioni crolli, e non dimentichiamo i roghi di libri per restare in ambito religioso, ma questa è la vecchia faccenda dell’illusione dell’eternità coltivata anche attraverso le opere dell’uomo. Poi ci sarà pure qualcuno che avrà utilizzato l’accaduto a favore di qualche sua causa, perché con un piccolo sforzo di immaginazione lo si può vedere come simbolo di qualche crisi o decadenza, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma a rassicurare tutti è arrivata una task force di stilisti che finanzieranno di tasca propria i lavori, sempre che la moda di quest’anno preveda abiti con le tasche. E a lavori ultimati non sappiamo se ci sarà una sfilata di moda nel luogo sacro, ma almeno sotto la guglia ripristinata potranno andare a pregare e chiedere una grazia anoressiche modelle o aspiranti tali e operaie tessili sottopagate, amen.