il presepe mancante

Michele Rech da Rebibbia non credo che faccia il presepe, ma se lo facesse sono sicuro che sopra ci metterebbe anche i dinosauri, e allora è un peccato che non lo faccia.

Annunci

Silenzio, parla Baronchelli (però sottovoce)

Qualche anno fa consigliai una visita al sito della squadra michelafanini per vedere i video che raccontavano la storia della ciclista, perché nonostante fossero parziali in tutte le accezioni del termine erano una significativa testimonianza di un periodo quasi invisibile del ciclismo femminile. Ora, allo stesso modo ma fino a un certo punto, dopo qualche citazione fornitavi nei giorni scorsi, voglio parlare del libro Gibì Baronchelli, dodici secondi, che Gian Carlo Iannella ha pubblicato per Lyasis nel 2018, che se vi sbrigate a leggere questo post è ancora l’anno corrente. Dicevo che il paragone con i video regge fino a un certo punto, perché l’autore, anche se corregionale dei Fanini tutti, non scrive in vernacolo, e l’impostazione di parte la dichiara da subito, scrivendo e ribadendo che questo è l’omaggio di un tifoso al suo campione preferito. Il libro, benedetto in forma di prefazione da Marco Pastonesi, alterna il racconto della carriera di GiBi con interviste a vari personaggi dell’epoca, e si conclude lasciando la parola a Baronchelli medesimo che si rivela anche divertente al netto dei pochi pistolotti religiosi, ad esempio nei consigli agli spettatori o sui difetti dei colleghi. Continua a leggere

il più grande direi

Oggi pomeriggio sono andato in libreria e lì per il mio senso civico ho spostato un libraccio sul calcio messo inopportunamente davanti ai libri sul ciclismo, non tutti, questo va detto, degni di attenzione, dato che ancora ci sono quelli di Di Luca e Riccò che nessuno li vuole. Ma nessun libro avrebbe potuto coprire il nuovo e forse definitivo libro su Coppi, che però stava su un tavolo. Qualcuno dice che in questi anni Auro Bulbarelli in RAI era quasi in un sottoscala, roba da mobbing, e probabilmente il tempo a disposizione l’ha utilizzato per scrivere con Giampiero Petrucci il librone Coppi per sempre, pubblicato da Gribaudo in questi giorni, un volume voluminoso illustrato strapieno di immagini anche a colori oltre 500 pagine di grandi dimensioni rilegato una cosa enorme. E pensavo a quella domanda stupida, qualcuno direbbe oziosa, se era più grande/forte Coppi o Merckx, e io penso che forse ci si potrebbe limitare a chiedersi se in Belgio hanno mai pubblicato un libro così grande su Eddy Merckx, che comunque su questo ha scritto la prefazione. E mi immagino le presentazioni del libro e la gente che si accalca per farselo firmare dall’autore e poi tutti contenti qualche giorno a letto con i muscoli indolenziti e la colonna vertebrale compromessa dallo sforzo. Se tanto mi da tanto, io semmai, se lo pubblicano, mi compro il libricino piccino picciò su Pozzovivo.

La Zeriba Suonata – i primi Placebo

Nella storia della musica ci sono stati vari casi di omonimia tra gruppi e penso che la band finto trasgressiva dei Placebo, quelli della patetica scen(eggi)ata di Sanremo, non abbiano avuto problemi con un gruppo belga degli anni settanta, fondato dal pianista e compositore Marc Moulin, un poliedrico personaggio che come musicista jazz ha suonato con grossi nomi americani e col famoso chitarrista e connazionale Philip Catherine, poi è stato membro passeggero del gruppo sperimentale Aksak Maboul e fondatore del gruppo pop Telex, e poi produttore di Lio e The Sparks e tante altre cose ancora. I Placebo quelli degli anni 70 funkeggiavano e non potevano mancare, proprio no, nella compilation Funky Chicken di cui ho già scritto qui, con due brani, tra i quali vi propongo Humpty Dumpty. Questo pezzo poteva andare bene per un telefilm poliziesco dell’epoca, ma è difficile immaginare un inseguimento sulle strade del Belgio, perché a passare su Taaienberg, Oude Kwaremont, Paterberg, beh, si scassano le auto.

il mare d’inverno

Lars Bum Bum è un uomo di parola e quello che dice mantiene, anche se ne dice tante e ricordarsele tutte sarà difficile. Per quest’inverno aveva detto che sarebbe tornato al ciclocross e infatti si è messo a gareggiare non con la bici ma con la mtb e non sui prati ma sulla spiaggia. Ma almeno una volta tanto ha vinto qualcosa, il campionato europeo di MTB beachrace, e non soltanto contro dei dilettanti, ma ha battuto anche Mike Teunissen della Sunweb che sui percorsi disagiati si trova a suo agio.

Qualcuno penserà che sarebbe stato opportuno far disputare questi campionati europei on the beach nei territori francesi d’oltremare come si fece qualche tempo fa con la pista. Troppo facile: si è gareggiato in Olanda.

anch’io il futuro

Anch’io ho avuto una visione del futuro, ho immaginato il cantante, il musicista, insomma il trapper che, sconvolto dall’accaduto, decide di cambiare vita, si converte da trappano a trappista, diventa un cantautore impegnato, collabora con Jovanotti, come Jovanotti si vergogna pure lui del suo ridicolo pseudonimo, si dichiara a favore del potere temporale del Dalai Lama e insomma queste cose così. Ma se fosse davvero questo quello che il futuro ci riserva allora vorrei un futuro di riserva.