LA ZERIBA SUONATA – una cantante oceanica

Julia Jacklin è una cantante e chitarrista quasi esordiente, secondo alcuni dall’Australia ma per altri dalla Nuova Zelanda. Se Sidney l’hanno decentrata in Nuova Zelanda allora Julia Jacklin è neozelandese. Comunque questa è una versione live di Pool Party dall’album di esordio Don’t Let the Kids Win.

Questi ormoni

Siamo sinceri: quando l’incidente dopatorio capita nella squadra di qualche direttore sportivo ruspante è facile attaccarlo ed eventualmente invocarne anche l’abbandono dell’attività, come residuo del passato, ed è comodo quando il colpevole è un ciclista altrettanto rustico o è un avventuriero foresto, perché ci permette di considerare la cosa come marginale e periferica. Ma come la mettiamo quando il fattaccio capita a un campione olimpico che corre in una ricca e rispettata squadra scientifica e tecnologica, per di più per la stessa sostanza dei peones? Non ci resta che consolarci guardando a chi sta messo peggio, tipo l’atletica, col Presidente mondiale che dice che la vittoria di Gatlin non è un bel modo di chiudere la vicenda sportiva di Bolt, come se lui fosse il presidente dell’hockey o della palla prigioniera. Almeno nel ciclismo con due positività o si è radiati o si è squalificati per più di 10 anni. E per anomalie del passaporto biologico si viene fermati o addirittura squalificati, mentre il più famoso e chiacchierato atleta connazionale del Presidente sembra che abbia continui problemi con i suoi valori e un ematocrito che fa dei balzi tali che potrebbe gareggiare lui medesimo, nel triplo o nei 400 ostacoli va bene uguale. Per non parlare infine di diverse atlete africane molto mascoline che hanno un grugno che neanche Kristoff nella pubblicità dello shampoo che, per le imperscrutabili vie del mercato, l’anno prossimo toccherà di nuovo a Marcello Bellicapelli.

LA ZERIBA SUONATA – opinabili opening

Volevo mettere un altro pezzo di quel magnifico trio che sono tuttora The Roches, e sono capitato su questo pezzo, Want Not Want Not, da un’esibizione al famoso Rockpalast, in cui aprivano il concerto delle Go-Go’s, e, con tutto il rispetto per le sgallettate californiane, questa cosa mi sembra assurda, uno stravolgimento della scala dei valori musicali. E’ come se si riformassero i Velvet Underground, per dire, e aprissero i concerti degli U2, una cosa inconcepibile, che io a Bono non gli farei neanche portare la viola di John Cale, fermo con le mani, non toccare. Eh? Dite che una cosa del genere è successa davvero?

 

C’era una volta la RAI educata

Pensavo che i giovani, ma davvero giovani, anagraficamente intendo, non hanno conosciuto la RAI educata, ma non quella che dava suggerimenti di vivere civile, tipo che è estate, le finestre sono aperte, non alzate troppo il volume per non dare fastidio ai vicini, che oggi, a parte i vicini medesimi, ma se non alzi il volume come fai a coprire il chiasso della strada, le auto che passano col rap a tutto volume e la musica dei locali aperti 25 ore su 24? No, io dicevo semplicemente la RAI che mandava una presentatrice, o una scritta in sovrimpressione, a dire che alle ore 19 era programmato il G.P. Capodarco ma per motivi tecnici o vari o volendo anche eventuali non è possibile e in sostituzione vogliate gradire (certo che no) una corsa in montagna. No, oggi parte la corsa in montagna e non sai nient’altro, se la trasmissione è posticipata o annullata, se a Capodarco è successo qualcosa, non si è corso, devi andare su internet. Ma in fondo sono così frequenti questi cambi di programma che un’annunciatrice non basterebbe, ce ne vorrebbe una squadra, ma bella folta, tipo world tour.

I coriandoli sono toccati a Mark Padun.