LA ZERIBA SUONATA – come si pronuncia “Manchester”

Mi ricordo che anni fa il televideo RAI annunciava un matrimonio, tra i suoi tanti, di George Best, ex calciatore del Manchester United, scrivendo che per l’occasione aveva anche realizzato un disco intitolato “The Wedding Present”, ovvero “il regalo di nozze”. In realtà nel 1987, nell’anno dello scioglimento degli Smiths, il più famoso gruppo della città, un gruppo post-smithsiano chiamato The Wedding Present realizzò un album intitolato George Best che conteneva anche My Favourite Dress. Ma non è certo dalla poca voce di David Gedge, uno dei cantanti meno dotati di tutta la gloriosa storia musicale di Manchester, che si può capire definitivamente il mistero di questa pronuncia, dibattuto su internet in questi giorni. Comunque la città ospita anche un importante velodromo, e in questo video a fare da sfondo non ci sono palloni, ma bici: ciclismo-calcio 2-0, palla a centro.

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LA ZERIBA SUONATA – Pillole di St. Vincent

In questa rubrica cerco di proporre sempre nomi poco noti o dimenticati, perché non credo che quelli famosi che vanno sulle copertine delle riviste abbiano bisogno di una segnalazione su un piccolo blog. Ma con St.Vincent faccio un’eccezione, in fondo mi ha sorpreso che sia finita sulla copertina di uno storico mensile italiano, in passato dedito a musica più prevedibile di quella proposta dalla scatenata chitarrista cantante performer da Tulsa. Pupilla dei critici già dal suo esordio, è diventata oggetto di gossip per le sue relazioni con attrici famose. Il rinvio dell’uscita del nuovo album, intitolata Masseduction, annunciato per aprile e pubblicato a ottobre, ha generato ancora più attesa, e ora eccolo qui, accolto benissimo dalla critica ma qui in Italia invece con qualche riserva, e come previsto è più orecchiabile degli altri.  I testi in genere trattano dell’immagine pubblica e faccende affini e connesse, forse anche perché Annie Clark, la donna che quando canta si fa chiamare St. Vincent, si è trovata al centro di attenzioni eccessive per i gossip di cui sopra. E quando canta e schitarra dal vivo i pezzi se possibile migliorano. Per esempio Pills.

Ma se avete dei dubbi, se pensate che uno si faccia sedurre dalle sue gambe o dalla sua chitarra, ecco St. Vincent in abito castigato che in New York si limita a cantare, accompagnata da un pianista mascherato.

una certa enfasi

Ormai non c’è scampo: ogni presentazione di corse ciclistiche è fatta con immagini montate a effetto, a volte rallentate, altre accelerate, musica enfatica e mixaggio di urla del pubblico. Si potrebbero definire immagini dopate allo scopo di rendere ancora più interessanti ed epici gli eventi, casomai uno li avesse trovati invece quasi noiosi, come il Tour ultimo scorso. E figuriamoci se proprio il Tour faceva eccezione. I francesi fanno le cose in grande: diretta in Euro e Mondovisione dal Palazzo dei Congressi per la presentazione del Tour 2018. A giorni la presentazione del Giro, presumibilmente solo in streaming sul sito roseo, in diretta dal ripostiglio delle scope della sede del giornale.

PERLINE DI SPORT – Hendtroducing … Kuiper

In tanti anni che seguo il ciclismo non ricordo molti corridori attesi al passaggio tra i professionisti come Francesco Moser, che veniva da una famiglia che già si era distinta, soprattutto con Aldo. Prima di questo passo Moser era uno dei favoriti alle Olimpiadi di Monaco, dove in gara non c’erano molti che poi hanno fatto bene tra i grandi, e tra questi c’era il belga Maertens, un giovanissimo Johannson, che vinse 4 anni dopo a Montreal, e il suo connazionale Nilsson, il danese Marcussen e lo spagnolo Viejo, il dilettante a vita Szurkowski dalla Polonia, l’australiano Sefton che vinse l’argento e il neozelandese Biddle. Ma a vincere l’oro fu l’olandese Hendrikus Kuiper detto Hennie. Passarono solo tre anni e Kuiper vinse il Campionato Mondiale professionisti, approfittando anche delle marcature reciproche e incrociate tra i big. Negli anni seguenti le stelle del ciclismo furono altri, le rivalità erano tra altri, ma Kuiper tomo tomo cacchio cacchio vinse Sanremo, Fiandre, Roubaix, Lombardia, mancò il grande slam nelle classiche monumento perché a Liegi fu secondo battuto solo da Hinault, e poi ancora vinse Giro di Svizzera, pure un campionato nazionale e fu due volte secondo al Tour. Eppure quando si parla dei grandi del passato lui non se lo ricorda nessuno.

Tutto si spiega

Davide Viganò per un bel po’ di anni corse nel World Tour e ricordo qualcuno che si meravigliava nel vedere passare da uno squadrone all’altro questo corridore che non aveva vinto niente. Nel 2012 provò il Campionato Europeo dietro derny e vinse. Poi scese di livello ma vinse anche su strada. Senza più contratti è passato alle bici con scatto fisso, il cosiddetto Red Hook Criterium, e domenica ha vinto il Mondiale. Evidentemente se correva in grosse squadre è perché qualche qualità l’aveva. Nel Red Hook Criterium aveva iniziato a correre anche Ignazio Moser, che aveva abbandonato la strada perché non sopportava la pressione. Però è passato al Grande Fratello. Dicono che è un grande amico di Pozzato. Tutto si spiega.

LA ZERIBA SUONATA – musica a gas

L’estate è finita con la sua musica gasata, la stagione ciclistica occidentale è finita con le sue velocità esagerate, ora possiamo rallentare con un po’ di musica gassosa, che non è lo stesso che gasata. L’etichetta Sub Pop che partì con quella musica ambigua che era il grunge che rinnovò ben poco, anzi niente, a un certo punto si aprì ad altri generi, tra cui il dreampop-shoegaze con i canadesi Memoryhouse, che hanno inciso poco, e tra questo poco è stato molto apprezzato l’EP The Years con l’iniziale Sleep Patterns.

assenti e presenti

Com’è quella cosa che si dice degli assenti? Che hanno sempre torto. Mica è vero. Sorvolando sulla nobiltà dell’astensionismo politico, sull’escapismo, sull’assenzialismo dello scrittore inesistente Learco Pignagnoli, limitandosi al microcosmo del ciclismo, non hanno tutti i torti le squadre che hanno preferito non partecipare al Giro di Turchia (che ufficialmente ha un nome più lungo e pomposo) data la situazione politica e il rischio attentati. E chissà quante squadre o ciclisti del circuito World Tour rinuncerebbero volentieri al Giro prossimo venturo che partirà da Israele. Probabilmente sulla partecipazione alla corsa turca hanno deciso gli sponsor in base al loro mercato. Alla fine chi ne ha beneficiato per vincere o piazzarsi in una corsa che comunque quest’anno era classificata world tour sono state le squadre professional italiane, che tutti questi piazzamenti in ambito internazionale possono ottenerli solo nelle corsette asiatiche, il velocista irlandese Sam Bennett, che ha vinto 4 tappe, e infine Diego Ulissi, che nell’autunno di un 2017 che si avviava a chiudersi come mezzo fallimentare ha vinto in Canada la sua prima corsa in linea world tour e ora in Turchia la sua prima corsetta a tappe stessa categoria. E anche se la concorrenza non era certo all’altezza di una Parigi-Nizza, per dire, ha il merito di aver colto l’occasione quando si è presentata, lui che già da giovane era una vecchia volpe.