Tragedia metropolitana in poche battute

Scena: un giornalista letterario (G) intervista uno scrittore che arrotonda con le traduzioni.

S: Ora sto traducendo un classico di Dostoevski in una lingua né standard né aulica ma attuale e attraente, che sia familiare al pubblico giovane cui mi rivolgo, a iniziare già dal titolo.

G: Come ha tradotto il titolo?

S: “Ricordi della metropolitana”.

-Game over-

e anche un libro di ricette

Sono tornato in libreria. Nel settore sport tra tanti libri sul calcio ce n’erano tre miserelli sul ciclismo, uno di Cassani quindi tipo manuale, uno sociostorico di Franzinelli e uno di De Zan jr su cui meglio sorvolare. Attaccato c’era un libro del marciatore Schwazer perché qualcuno deve aver pensato che un libro su un caso di doping e bidoping stesse bene vicino a quelli sul ciclismo. Questo settore si trova in una saletta a parte dove al momento non c’era nessuno, e poiché bisogna essere sempre pronti ad agire sul piano culturale ho rimosso quel libro da lì e l’ho messo vicino all’immancabile volume sul calciatore quadrupede.

Ma non avrei mai immaginato di comprare un giorno un libro di ricette. Il fatto è che Animali misteriosi & come mangiarli, di Michele Mingrone Sara Vettori e Caterina Scardillo per NPE, propone ricette a base di animali fantastici, però quelli “veri”, cioè non quelle schifezze dei film harrypotterati, ma esseri come la Fenice l’Unicorno il Minotauro o la Sirena, manca solo il Catoblepa. In conclusione si tratta un libro che non dovrebbe dispiacere ai vegani, però mi chiedo se con la Mandragora non si sfiori il cannibalismo.

Racconto di Ferragosto

Questo racconto volevo pubblicarlo la prima domenica di luglio per chiudere la stagione del racconto mensile, che potrebbe riprendere in autunno ma anche no, però preso dal Tour e dal Giro Donne me ne sono dimenticato e la rubrica è finita bruscamente. L’avevo inserito in una mia fanzine di qualche anno fa e ora lo ripropongo qui. Diciamo che è in tono con il clima estivo e poi mi diverte l’idea che si possa prestare ad almeno 3 o 4 letture, almeno spero.

Le donne nude

Abito qui da sempre e per tanti anni non si erano mai viste, neanche una. Poi, un bel giorno, le donne nude hanno iniziato a venire. All’inizio poche, poi forse si sono passate la voce, sono aumentate. Ma anche quando erano diventate una bella colonia non deve essere stato facile per loro perché non passavano inosservate, come si dice, eppure quando qualche volta che ha fatto più freddo qualcuna di loro si è un po’ vestita si stentava a riconoscerla; spogliata da quella sua caratteristica peculiare la potevi confondere con le altre donne, e se le davi a parlare, quando ti accorgevi che era una donna nuda rimanevi un po’ imbarazzato, pensavi che se qualcuno ti aveva visto chissà che cosa pensava. Perché c’era un po’ di diffidenza, anche di ostilità della gente verso le donne nude, e invece il prete diceva che questa chiusura non andava bene, che bisognava accogliere tutti, e lui, per dare l’esempio, ne teneva una in chiesa a fare i servizi nella canonica. Non tutti erano diffidenti, c’è stato anche qualche matrimonio misto, pochi, in verità mi ricordo solo un operaio, uno che lavorava 10-12 ore al giorno, non aveva molto tempo per fare altro, e ne ha sposata una di queste donne nude, e poi hanno anche avuto una figlia mezza nuda. Ma la madre, poverina, è morta ancora giovane, per una brutta pleurite. Poi, piano piano, le donne nude hanno iniziato ad andar via, hanno preferito andare a vivere da qualche altra parte. Forse se ne sono andate perché c’era un clima freddo verso di loro. E alla fine non ne è rimasta più nessuna qui. A qualcuno fa piacere che se ne sono andate perché dice che la razza qui poteva imbastardirsi. Però quando c’erano le donne nude in giro mi pareva che c’era più vivacità, sentivi le loro conversazioni con quel loro modo di parlare, di gesticolare, e quei loro tratti somatici. Adesso siamo tornati ad essere tutti uguali e non lo so se è tanto meglio.

Il ricordo ormai sbiadito di una donna nuda.

Vacanze impegnative

Ieri sono iniziate le mie vacanze e si preannunciano impegnative. Di pomeriggio ho acceso la tivvù per seguire i campionati europei di vari sport che si disputano a Monaco di Baviera, a me interessava solo il ciclismo su pista e quando passavano ad altre discipline mi mettevo a leggere, se la pausa era lunga il libro di Tullio Pericoli, se l’interruzione era breve qualcosa dal numero di Linus su Marylin Monroe che ho trovato in libreria. Non mi lamento.

Visibìlia – clip de paura

Lo statunitense David Fincher è uno dei registi più celebri e celebrati del mondo, ma ha iniziato a dirigere film quando io ho iniziato a vederne sempre meno, e così non ho visto neanche uno dei suoi film. Alien 3, Seven, Fight Club, The Social Network, Il curioso caso di Benjamin Button? Niente, però dell’ultimo ho letto il libro che – attenzione – non è tratto dal film, ma è il contrario. Anche Fincher ha iniziato dirigendo spot pubblicitari e clip musicali. In quello che vi propongo potrei dire che c’è l’atmosfera di paura e suspense che dovrebbe essere presente nei film di un regista che dice di ispirarsi a Hitchcock, e ad essere scioccati sono The Motels, gruppo di new wave elettronica diluita nel makeup.

The Motels – Shock

Croci

Dicono che in estate lussureggiano l’enigmistica e il gossip. La Zeriba prende due piccioni con una fava proponendo un cruciverba semplicissimo con due sole definizioni sulla materia del gossip; si tratterebbe di politica ma è la stessa cosa. Risolto il cruciverba c’è un quesito supplementare, e solo di quest’ultimo si fornisce la soluzione.

Definizioni.
1 orizzontale: uomo politico che dà fregature agli alleati.
1 verticale: uomo politico che dà fregature agli alleati.

Quesito finale: In caso di alleanza tra di loro chi darà la fregatura all’altro?

Visibìlia – Floria e fauna

Floria Sigismondi nacque a Pescara, cosa credevate? Ma già a due anni i previdenti genitori cantanti d’opera si trasferirono in Canada. Floria ha iniziato disegnando e dipingendo, poi si è data anche alla scultura alla fotografia e alla regia. Ha diretto spot pubblicitari, un film sulle Runaways, il primo gruppo di Joan Jett, clip pubblicitarie e soprattutto musicali. I suoi video malati la fanno accostare a Chris Cunningham (clic e clac), il suo stile è caratterizzato da ritmo spezzato, effetti di luce, soggetti fuori fuoco e presenza di insetti e serpenti. E altra bella fauna è quella con cui ha lavorato, da quel sarchiapone di Marylin Manson ai White Stripes che erano sposati ma dicevano di essere fratelli. Si dice che una volta abbia definito i suoi video come “entropici sottomondi abitati da anime torturate e esseri onnipotenti”, e chissà se un’altra volta sarebbe stata capace di ripetere questa definizione pari pari. Un video che illustra bene lo stile di Floria Sigismondi è Push It dei Garbage, il gruppo composto da tre produttori e dalla cantante Shirley Manson che non era parente di Marylin ed era la vera forza del gruppo, la conditio sine qua non, non so se mi sono spiegato.

Push It